mercoledì 29 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 27

Buongiorno a tutti! Cavolo, sono quasi alla fine... 27 giorni. Tra l'altro, sono davvero passati in un lampo. Mi pare ieri che era il 'Giorno 1' e cominciavo giusto perché non avevo nulla da fare a casa di un'amica, mentre tutti dormivano... Ebbene!

27) Un libro che vorresti aver scritto.

Uhm. Credo l'ultimo che ho recensito, 'Jonathan Strange e il Signor Norrell'.
Vorrei essere in grado di ricamare così trama e personaggi. Davvero.
E' un lavoro così fine e intenso...
Ma comunque!
A domani.
E nel frattempo, buona giornata e buona lettura :)

martedì 28 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 26

Buongiorno a tutti! Mi affaccio sul blog con il pancino dolorante e la coscienza che rimugina. Dannata golosità che mi ha portato a sventrare mezzo pacco di muesli. Ma è così buono! Una colazione non dovrebbe essere così buona, dovrebbe essere nella media... Ma comunque!

26) Un libro che conosci da sempre

Beh, ce ne sono tanti. La mia è una famiglia di lettori.
Oh, c'era un libro di 365 novelle, una per ogni sera, che mammina leggeva a me e a mia sorella per farci addormentare.
Ad ogni modo, posto un video meraviglioso, che infatti ha vinto l'Oscar per il miglior cortometraggio.
E appartiene a noi che al posto del sangue abbiamo la carta.


Buona visione, buona giornata e buona lettura :)

lunedì 27 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - 24 e 25

... Oh, uffa, non ho voglia di sproloquiare a casaccio. Per oggi passo.

24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo

... Beh, tutti. O quasi.
Tanto per inserirne uno, andiamo con 'Ronja' di Astrid Lindgren.


25) Un libro che hai scoperto da poco.

Uhm. Non saprei cosa rispondere... considerando tutti i blog che seguo, potrei citarne decine e decine...
Bom, questa la lascio così.
Non so perché, ma oggi non ho proprio voglia di arrovellarmi. Ho il cervello a frittella. E non è che ho bevuto o fumato o fatto le ore piccole, anzi.
Mah. A me della caffeina!

sabato 25 febbraio 2012

Susanna Clarke e la magia inglese

Questa mattina mi sono svegliata con Pulce che mi mordeva i piedi da sopra la coperta. Non è stato un bel risveglio, ma almeno ho potuto ricominciare a dormire beatamente dopo averlo lanciato fuori dalla porta. La giornata ha cominciato a risplendere quando ho ripreso in mano 'Jonathan Strange e il Signor Norrell' di Susanna Clarke, edito da Longanesi. Avevo dovuto interromperne la lettura – cosa che detesto – diverse settimane fa, essendo totalmente presa dalla preparazione di un esame ed essendo pure scaduto il prestito in biblioteca. Odio quando gli impegni mi obbligano a mettere da parte un buon libro. Figuriamoci uno appassionante e fantasioso come questo.
Quello che intendo recensire oggi è un libro molto particolare. Tanto per cominciare, è smaccatamente inglese, dalla prima all'ultima pagina. Inoltre, nonostante sia del 2004, lo stile è classicheggiante, raffinato, elegante. Bandite volgarità e indecenza dalle pagine di quest'opera, che curiosamente sembra quasi appartenere all'epoca in cui è ambientata.
La storia inizia nel 1806. La magia è scomparsa dall'Inghilterra, rimangono solo i suoi studiosi teorici, che tuttavia si fanno chiamare 'Maghi'. All'Accademia di maghi di York si unisce il signor John Segundus che, appena ammesso, domanderà senza mezzi termini perché non è più possibile operare incantesimi. Dov'è finita la magia inglese? Le sue parole disturbano alcuni studiosi, che protestano con veemenza, ma gli procurano anche la benevolenza del signor Honeyfoot.
La domanda rimane lì, però. E la risposta non tarda ad arrivare. John Segundus e Honeyfoot decidono di mettersi in contatto col Signor Norrell, un gentiluomo dello Yorkshire che si dice riesca ad operare magie. Nonostate la riluttanza dello studioso, i due si recano da lui.
E gli ingranaggi del romanzo si mettono laboriosamente in moto.
La trama è complessa, un intreccio di personaggi squisitamente delineati, di bisogni, di storie totalmente diverse e apparentemente estranee l'una dall'altra.
C'è Gilbert Norrell, un ometto piccolo e riservato, c'è Stephen Black, il servo nero del ministro Pole, c'è Jonathan Strange, primo allievo di Norrell, c'è un essere fatato dai capelli lanuginosi e il cuore affilato. E un turbine immenso di altri personaggi, ognuno con la sua anima e ognuno col suo scopo. Alcuni non hanno nemmeno uno scopo vero e proprio e sembrano prendere parte alla storia solo per arricchirla. Meravigliose le 'note storiche' che esplicano la storia dell'Inghilterra e i suoi legami coi Regni Fatati, la storia della magia, l'antico Re Corvo...
Profezie, incantesimi, duelli, la magia inglese che fa la sua parte nella guerra con la Francia, riferimenti storici accuratissimi, dita tagliate e un corpo coperto di scritte blu...
Mi è molto difficile parlare della trama di questo libro senza anticipare più di quanto non intenda fare. Questo perché il filo che collega gli avvenimenti è sottile e aggrovigliato e se citassi un avvenimento dovrei anche spiegare che cosa lo ha generato. Ma se quanto lo ha generato fosse poi generato da qualcos'altro, dovrei rivelare anche quello e così via, finirei per rovinare una lettura superba. Più che superba.
A ben vedere, questo libro è anche la fonte primaria della mia recente antipatia per Anobii. Come fa un così immane capolavoro ad essere votato tre stelline e mezzo? Scritto con uno stile curato e attento, tradotto magistralmente, la trama senza strappi né imperfezioni, personaggi perfettamente delineati e caratterizzati in modo chiaro, un finale che punge l'anima... tre stelline e mezzo? Tua sorella, tre stelline e mezzo. Mi fermo qui, rischio di diventare davvero molto, molto, molto volgare. E le oscenità che repentine mi nascono nella mente non devono andare ad insozzare la recensione di quest'opera.
Il fatto è che non posso fare a meno di chiedermi che senso abbia leggere qualcosa che non rientra nei propri gusti. Perché negare che questo sia un ottimo libro è come confutare la legge di gravità. I gusti sono soggettivi, ma non lo è la qualità.
In sostanza, lo consiglio a chiunque adori il fantastico. A tutti coloro che amano Neil Gaiman, Diana Wynne Jones o Jonathan Stroud. Tutti inglesi, impregnati di una fantasia nebbiosa e stravagante. Forse è questa, la magia inglese.
(E se l'hai votato una stellina, che tu possa cadere nel Tamigi con cellulare in una tasca e portafoglio nell'altra.)

30 Giorni di Libri - 22 e 23

Buongiorno a tutti! Ebbene, ieri mi sono bellamente dimenticata del '30 giorni'. Capita. D'altronde siamo quasi alla fine, conoscendomi è già tanto che non mi sia arresa al secondo giorno...

22) Un libro che hai letto da piccola.

Allora. Beh, ho letto tanti libri da piccola, che senso ha chiedermene uno soltanto? Uhm. 
Sarà uno che mi ha colpito molto, allora.
'Io sono Judith', di Anke de Vries.


Ero in quarta elementare, quando l'ho letto. Mi ha fatto male come un pugno nello stomaco, ma è giusto che io l'abbia letto ed è giusto che anche i miei compagni di classe ne abbiano avuto la possibilità.
Judith è una ragazzina che vive col fratello minore e la madre
Il rapporto che ha con la madre è doloroso e malato. La madre la ama come figlia, ma la odia per ciò che le riporta alla mente. Perciò la picchia continuamente.
In quarta elementare non sapevo che una madre potesse arrivare a tanto, perciò ammetto che questa lettura all'epoca mi aveva un po' sconvolta... però è giusto così. Sennò come si cresce?

23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta delusa o colpita.

Uh, bella domanda.
L'unico che mi viene in mente è 'Va dove di porta il cuore' della Tamaro.
Qui in casa è abbastanza odiata, perciò non avevo mai letto niente di suo fino a qualche anno fa. Di norma mi fido dei gusti di mia madre e di mia sorella, perciò non avevo mai neanche preso in mano niente di suo.
Poi mi sono ritrovata dai nonni senza nulla da leggere, ho spulciato la libreria e, beh, c'era la Tamaro.
E onestamente non mi è affatto dispiaciuta, come lettura. Né 'Va dove ti porta il cuore' né altri che ho trovato lì. 


Non è la mia lettura ideale, ma non è poi male.
Beh, ora chiudo. Buona giornata e buona lettura :)

giovedì 23 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 21

Wow, giorno '21'. Ci siamo quasi. Alla fine, dico, di questo strano evento Facebook. Tra l'altro è un po' che non pubblico recensioni 'serie'. E' un po' come se avessi un black-out al cervello. Mi rifarò presto, via.

21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante.

Pensandoci bene, molti libri mi sono stati consigliati da persone che considero importanti. Più che importanti.
Ma la mamma è sempre la mamma, quindi 'La Valle dell'Eden' di Steinbeck.


A domani e buona lettura.

mercoledì 22 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 20

Buongiorno a tutti! Il vento sbuffa e soffia, ma c'è un bel sole, fuori. Oggi farò un giro e mi vedrò con un'amica. Ci sarà un corposo scambio di fumetti, per il quale già mi lecco le labbra.
Ma veniamo alla domanda, via, che sono sempre a sproloquiare. Sarò un'anziana terribile.

20) Un libro dove hai trovato un personaggio che ti rappresentasse.

Seh, qui si fa notte.
Sarà una risposta lunga.
Vediamo.
Stargirl, dall'omonima opera di Jerry Spinelli, per il mio lato allegro e giocoso.
Anita Blake, di Laurell K. Hamilton, per il lato cinico e violento.
E Miss Lucy Snow, da 'Villette' di Charlotte Bronte, perché rifletto, mi arrovello e sopporto.
Ma forse sono anche un pellestrello di Moers.
Forse sono anche Brienne e Luna Lovegood.
Rischio di andare avanti all'infinito, quindi vi saluto.
Buona giornata, buona lettura e tutto ciò che può esservi di buono quest'oggi, spero che lo sia.


martedì 21 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 19

Buongiorno a tutti! Chissà come mai ormai è un'abitudine descrivere qui come mi sono svegliata e il mio umore... forse perché aggiorno il blog di mattina ed è tutto ciò che posso dire sulla giornata. Mah. Comunque mi sono alzata gioiosamente riposata. E negli ultimi giorni mi sto rifacendo una cultura cinematografica. Il che non c'entra molto, ma American History X è immenso e di Full Metal Jacket non mi ha convinto il doppiatore di Joker. E lo credevo molto più cruento.
Ma cosa c'entra tutto ciò? Niente. Assolutamente niente.

19) Un libro il cui film ti ha deluso.

Beh, su tutti mi viene da rispondere 'La Regina dei Dannati', il solo pensiero mi irrita da morire.
In realtà è raro che io guardi un film tratto da un libro. Prima vorrò leggerne il libro e dopo averlo letto saprò già tutto sul film.


Ecco, la volgarona dovrebbe essere Akasha e il drogato dietro Lestat.
Vi pare?
Dio che rabbia.
Comunque! Se qualcuno dovesse commentare, potrebbe poi dirmi se sono riuscita a togliere il verifica-parole? Sono sempre molto sicura della mia competenza telematica.
Buona giornata, buoni film e buoni libri :)

lunedì 20 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 18

Salve a tutti! Quest'oggi sono di umore strano. Variabile. Poco nuvoloso, a tratti soleggiato. Già la diciottesima domanda, dunque. E sia.

18) Il primo libro che hai letto.

Che nostalgia. Ricordo tutto di quella sera. Avevo iniziato da poco la prima elementare, avevo ancora 5 anni. Mio padre è tornato a casa dal lavoro con due libri, uno per me e uno per mia sorella. Ricordo che ero seduta sul pavimento, al centro della cucina, quando è entrato e si è abbassato per darmi il mio.
Era una versione per bambini di 'La Bella Addormentata nel Bosco', che col tempo è anche diventata la favola che mi irrita di più in assoluto.
Però è stato anche il mio primo libro.
Ho imparato a leggere quella sera, nel lettone, stesa per metà su mia madre.
E il giorno dopo mi sono messa a correggere i miei compagni, che fingevano di saper leggere e raccontavano storie inverosimili su Pandi basandosi solo sulle immagini.
Certo che ero rompiscatole anche a 5 anni...

Dolce salto nel passato.
Buona lettura a tutti.

domenica 19 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 17

Buongiorno! E, wow, giorno '17'! Ma è tantissimo! E' quasi la sufficienza a un esame! Da festeggiare, proprio. Ma, orsù, bando alle ciance, che la domanda di oggi è impegnativa.

17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.

Ok. Ok. Ok.
Credo che vorrei sfruttare al meglio quell'unico giorno facendone un continuo trionfo di sangue e combattimenti improbabili.
In termini generici sono assai pacifista, ma nel mio piccolo non mi spiacerebbe un po' di sana violenza, ogni tanto.
Sì, dovrei ricominciare ju-jitsu.
Perciò la mia risposta è...

Leonard Pine
dalla serie di Hap & Leo di Joe R. Lansdale.


... di cui non trovo neanche un pidocchioso disegno fatto da un fan, quindi inserisco bellamente la copertina del libro che ho preferito.
Inizialmente ero un po' indecisa anche con Anita Blake, ma poi ho pensato che con tutti quei porno-vampiri intorno e tutti i poteri magici che le saltano fuori come funghi, mi sarei annoiata subito...
Avevo pensato anche a un qualche guerriero delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma le armature non mi convincono.
E poi, via, Leonard Pine è Leonard Pine.
Buona giornata e buona lettura a tutti :)

sabato 18 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 16

Buongiorno! Come mi sento gioiosa e riposata... Mi sono alzata da poco, il pile del pigiama tuttora mi riscalda e il caffè mi ha già risvegliata. Oggi salto di gioia anche perché finalmente è tempo di consegnare un regalo di compleanno ad un'amica... e io ADORO fare regali. Quando è tempo di scartarli sono più trepidante e ansiosa dello stesso festeggiato. Ad ogni modo!

16) La tua copertina preferita.

Uhm. Ammetto che di solito non faccio molto caso alle copertine dei libri. O forse solo in senso negativo... Cioè, se ci sono due mezzi nudi e avvolti nell'ombra nell'atto della conoscenza biblica, è molto probabile che io lasci quel libro laddove l'ho veduto, senza nemmanco sfiorarlo.
Vediamo.
Ecco, mi è sempre piaciuta moltissimo la copertina di 'L'Accalappiastreghe' Walter Moers.


Tra l'altro, adoro anche il libro stesso, anche se non lo consiglierei proprio a chiunque.
Diciamo che bisogna avere una certa predisposizione per le trame fantastiche e per i personaggi bizzarri. Molto bizzarri.
Buona lettura a tutti :)

venerdì 17 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 15

Salve a tutti! Con l'animo debordante di buonumore e il pancino ricolmo di torta di verdura di mammina - onestamente, buonissima - mi accingo a rispondere alla domanda numero 15. Il che significa che sono già arrivata a metà del percorso.

15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani a una pagina a caso e inserisci la prima foto e la prima frase che ti capita agli occhi.

'Cosa si fa in Colombia, mentre si riposa, ma non si può accendere la tv, altrimenti le Kessler scoprono che esiste?'
Quest'enigmatica frase viene da 'Due figlie e altri animali feroci' di Leo Ortolani, edito da Sperling & Kupfer nel 2011.
Leo Ortolani, celeberrimo creatore di Rat-man e la moglie hanno adottato due sorelline colombiane, non potendo avere figli loro. Questa è la storia intera dell'adozione, della disperazione, dei dubbi, delle sconfitte e, fortunatamente, della speranza che li ha guidati fino all'ultimo.
Chi lo conosce saprà che Ortolani è un fumettista comico. Ed effettivamente in certi punti ho riso da sola come un'idiota nel leggere questo libro.
Ma in altri punti mi ha fatto davvero stare male.
E' un libro intenso, veloce, semplice, sincero.
Leggetelo.


giovedì 16 febbraio 2012

Il flagello degli aspiranti scrittori: l'editoria a pagamento

Putiamo caso.
Siete degli aspiranti scrittori. Credete ciecamente nella vostra opera e siete convinti sia un capolavoro che vi catapulterà nell'Olimpo degli scrittori, che ne verrà tratto un film, che cenerete col vostro autore preferito, che verrete intervistati da Letterman, che in poche settimane venderete milioni di copie. Siete scrittori e credete in voi. Va bene. È giusto così.
Ovviamente, una volta finito il vostro proto-libro, cominciate a spedirlo a una miriade di case editrici, a tutte quelle di cui riuscite a trovare l'indirizzo, magari senza fare troppo caso a quanto recitano i siti, senza sapere nulla delle loro pubblicazioni, senza informarvi affatto sulla loro reputazione o sui tempi di attesa necessari per ottenere una risposta. Trovate l'indirizzo e spedite, trepidanti, il battito cardiaco che accelera ogni volta che cliccate il tasto 'Invia'. Vi tremano le mani, le sentite gelide e sudate sulla tastiera. Credete in voi, ma siete ansiosi.
Attendete con angoscia e aspettativa la risposta. Passate le giornate a scrutare la vostra casella di posta elettronica, la controllate ogni volta che passate davanti al computer, fosse anche per andare in bagno. Eppure, non vi informate. Basterebbe cercare qualche sito dedicato alla scrittura e porre un paio di semplici domande. Chiedere quanto si debba attendere, quali possano essere dei termini contrattuali accettabili. Magari potreste rileggere l'opera che avete spedito troppo in fretta e accorgervi dei madornali errori che vi sono sfuggiti.
Ma no, continuate ad aprire e chiudere Hotmail senza degnare della minima attenzione il resto del web.
Poche settimane dopo vi arriva una mail. Riconoscete il nome di una delle migliaia di case editrici che avete contattato. Che solerzia, che professionalità! E, giubilio! La vostra opera è speciale, è pubblicabile, perfettamente in linea con le loro linee editoriali. E voi, voi siete dei geni! Degli artisti! Dei talenti! Il cuore fluttua beato in un oceano di petali di rosa e morfina.
Poi scorrete la mail fino in fondo. E trovate l'inaspettata richiesta di contributi di pubblicazione. Oppure quella stessa voce sarà cammuffata dall'obbligo dell'autore di acquistare tot copie della propria opera a prezzo vantaggioso.
Il vantaggioso prezzo di solito varia dai 400 ai 4000 euro. A volte di più.
Ma voi siete artisti talentuosi, la vostra opera sarà un successo e l'editore è certo che riuscirete a piazzare in men che non si dica le vostre copie, grazie anche all'aiuto di una promozione degna di Stephen King.
Beh, in questo caso, dopotutto, si tratta di un investimento sicuro e lungimirante...
Vero?
No! E voi siete stati truffati.
Buongiorno a tutti, di nuovo. Quest'oggi il sole brilla, le temperature s'innalzano e i gatti sono più tranquilli del solito. Il che in teoria avrebbe dovuto lanciarmi verso una giornata di tenui sorrisi e discreto buonumore. Ma visto che negli ultimi giorni mi sono trovata chissà come a non aver mai tempo di scrivere alcunché di serio, ho deciso di approfittare di questa giornata mite e gioiosa per avvelenarmi il sangue, dando la mia personalissima interpretazione su un fenomeno che ho recentemente scoperto e che, se devo essere sincera, mi ripugna un po'.
Se ancora non si è capito, questo è un post sull'editoria a pagamento.
Tale sistema turpe e abietto l'ho scoperto solo da poco, da quando ho cominciato a visitare un forum che consiglio spassionatamente a chiunque abbia ambizioni letterarie. Trattasi del Writer's Dream, porto in cui ormeggiano genti capaci e competenti che si scambiano consigli e critiche costruttive, in attesa di salpare verso gl'immaginifici Lidi della Pubblicazione. O forse sono tornati nel porto a fare rifornimento, dopo la lunga traversata.
Ok, basta pensare ai pirati. Torniamo seri.
Do per scontato che tra voi ci siano aspiranti scrittori. Ecco, ve ne prego, informatevi a dovere prima di firmare un contratto che vi obbliga a sborsare centinaia o migliaia di euro. Una casa editrice a pagamento non fa soldi grazie alla vostra opera, non ha interesse a venderla né a promuoverla. Venderete qualche copia ad amici e parenti e poi vi ritroverete con della sabbia umidiccia e un sogno infranto tra le mani. Le case editrici a pagamento guadagnano su di voi, sulle vostre aspirazioni, sulla vostra ingenuità. E so che molti si sentiranno insultati dalla mia insistenza, magari vi direte 'Ma per chi mi ha preso? Son mica un pirla.', ma c'è così tanta gente sprovveduta che ci casca che non posso esimermi dal mettervi in guardia. Avvertirne cento per salvarne uno.
Pubblicherebbero qualsiasi cosa, perché non sono loro a sostenere i costi della pubblicazione, ma voi. Loro non ci rimetteranno mai nulla. Voi pagate tutti i costi per poi lasciar loro buona parte degli introiti di quelle già modeste vendite. Non ha importanza cosa spedite. Può essere una raccolta di poesie, di ricette, di ricordi, di racconti. Può essere un miscuglio sconclusionato di voci di Wikipedia e articoli di blog. Vi arriverà la solita mail entusiastica, perché non aprono gli allegati.
Perché ne sono tanto sicura? Perché c'è chi l'ha fatto, la creatrice del forum di cui parlavo poc'anzi. Ha preso spezzettoni di articoli dalla rete, li ha messi insieme totalmente a caso e li ha spediti spacciandoli per un'opera in cerca di pubblicazione. Risposta standard.
Ora, non voglio farla troppo lunga, né apparire pomposa o arrogante. Non mi piace dire cose spiacevoli, odio fare la parte della cinica sentenziosa, detesto offendere le persone criticando negativamente le loro opere. Però sento anche il bisogno di essere totalmente sincera, in ogni ambito e di fronte a chiunque. Soprattutto quando si parla di libri.
Io ritengo che se un'opera viene rifiutata ripetutamente da ogni singola casa editrice cui viene inviata, grande o piccola che sia, deve esserci qualcosa che non va nell'opera stessa. Forse la trama non è originale come si pensava, forse i personaggi non sono abbastanza credibili, magari lo stile è acerbo, o il susseguirsi degli eventi sconclusionato. Possono essere tante cose. Di fronte a un simile uragano di rifiuti – e ribadisco, non parlo di un rifiuto da parte della Mondadori o della Rizzoli, parlo di case editrici piccole, modeste ma serie – l'autore dovrebbe domandarsi a cosa siano dovuti, riprendere tra le mani la propria opera, cercare i difetti, chiedere consiglio a gente competente e onesta, anziché affidarsi al proprio ego o ai ciechi complimenti di amici sensibili.
Certo, sto generalizzando. Ritengo che esistano anche opere d'indubbia originalità e qualità stilistica che però sono poco pubblicabili, per nulla commerciabili e magari vengono rifiutate per questo. In quei casi sta allo scrittore scegliere se ritoccare la propria opera o, magari, autoprodurla.
Ma l'editoria a pagamento è la peggiore tra le soluzioni possibili.
Io non ho fatto quest'esperienza, ma ci sono tanti e tanti aspiranti scrittori che si mangiano le mani per averla fatta, per esserci cascati, per la perdita di soldi, di fiducia, di tempo. Non date retta a me, ma ascoltate almeno loro. Cercateli e chiedete loro cosa si prova nel sapere che si è stati pubblicati solo per il denaro sborsato e non per la propria bravura.
Accludo un video che mi ha fatto ridere e indignare insieme, l'incontro tra la creatrice del Writer's Dream e un'esponente di una nota casa editrice a pagamento, in occasione di una tavola rotonda tenutasi al Salone del Libro di Torino nel 2010. E' un po' lungo e la prima parte è uno sproloquio insopportabile. Ma guardatelo fino in fondo.


30 Giorni di Libri - Giorno 14

Buongiorno a tutti! Un post velocissimo, che devo uscire...

14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.

In questo periodo ho felicemente ripreso in mano, dopo essere stata costretta ad abbandonarlo causa esami e prestiti scaduti della biblioteca, 'Jonathan Strange e il Signor Norrell' di Susanna Clarke.
Lo trovo originalissimo, pieno di spunti meravigliosi, un inno al fantastico e alla buona scrittura.
Uno stile un po' antiquato, un'ambientazione ben nota - l'Inghilterra - ma durante il trionfante ritorno della magia. E la guerra con la Francia. E tanto altro.
No, seriamente, questo libro è un vortice.
E lo adoro.
Non vedo l'ora di recensirlo :)


Buona giornata e buona lettura :)

mercoledì 15 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 13

Buongiorno a tutti! Sono così rimbambita che stavo per scrivere 'Buongiorno' come titolo del post e viceversa... non so perché ma, pur essendo andata a letto relativamente presto, ho dormito pochissimo. Mi sono svegliata prima delle 6 e non c'è stato verso di riaddormentarsi. Nonostante il caffè mi sento la testa pesante e annebbiata... comunque!

13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania.

'David Copperfield' di Dickens, 'Io e te' di Ammaniti, 'Paddy Clarke Ah Ah Ah!' di Roddy Doyle e un saggio sulla storia del diavolo e su come si è evoluta la sua immagine tra una religione e l'altra.

Buona giornata e buona lettura :)

martedì 14 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 12

Buongiorno a tutti! Ho freddo. Dormo con un maglione e le calze di lana ultra-spesse - no, non mi sono ancora vestita - e ho freddo. Nell'ottica del risparmio energetico - e dell'orgoglio ligure - qui si staccano i riscaldamenti quando arriviamo a 15° e nonostante tutto è una scelta che apprezzo. Voglio dire, considerata l'affidabilità della Russia che ci rifornisce di gas a sua totale discrezione, mi pare un sacrifizio dovuto e civile. Poi vado a casa di amici e li trovo che vagano accaldati e felici in canottiera, riscaldamenti al massimo e bibita gelata nel bicchiere. Vabé.

12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.

Vediamo. Non è facile rispondere, perché sono davvero tanti. Cerco di lasciar passare qualche anno tra una rilettura e l'altra, sennò poi ricordo tutto a memoria e mi si perde un po' il gusto della lettura.
Sono indecisa, indecisissima.
Sono tentata di fare 'ambarabà cicci coccò' tra l'omnia saga di Harry Potter, Strega come me e La Figlia della Luna.
... No, una mera filastrocca è indegna della mia amorevole dedizione a queste opere.
Mi oppongo!
Che sia dunque una Trinità letteraria!
E al posto delle copertine, posterò una delle musiche che secondo me meglio s'accompagnano alla lettura.




... Perché mi esprimo in siffatti toni? Ch'io stia leggendo troppi classici?
Buona lettura, qualsiasi cosa stiate leggendo :)


lunedì 13 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 11

Buongiorno a tutti! Devo dire che questa mattina mi sento allegra e raggiante... sarà che mi sono alzata alle 11 passate? Sono fresca e riposata come una rosa... ma bando alle ciance!

11) Un libro che prima amavi e che ora odi.

Ecco. La domanda mi manda in confusione. Credo che non ci sia un libro del genere. E' molto probabile che durante l'adolescenza io abbia adorato libri che adesso non mi trasmetterebbero più granché, dopotutto il tempo ci cambia... ma odiare un libro? Un libro che prima hai amato?
E' crudeltà! E' insensibilità! No! Mi rifiuto di rispondere a questa domanda spregevole. 
E questo gatto darà voce alla mia indignazione.


domenica 12 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - Giorno 10

Buongiorno a tutti! Ancora allietata dal duello a Trivial Pursuit di ieri sera, nonostante la mera sconfitta e oltremodo e rinvigorita dal lungo sonno, eccomi che m'accingo a rispondere alla domanda numero dieci! A doppia cifra, eh. Mica zeppole.

10) Un libro del tuo autore preferito.

Beh, al momento - e da diverso tempo - l'autore che nel mio cuore spicca su tutti è Neil Gaiman.
D'altronde, peccherei di banalità se rispondessi Nessun Dove, quindi mi avvalgo della libertà lasciatami dall'articolo indeterminativo nella domanda e andrò con:
'American Gods'.


Ora, io so che a tanti, anche nel giro d'amici tra cui ci si girano libri come una biblioteca ambulante, non è piaciuto. Tanti l'hanno trovato noioso, troppo lungo, poco chiaro.
Io l'ho adorato, così come ho adorato i piccoli capitoli dedicati alle divinità, che venivano spiegate ed esposte come personaggi completi, grazie alla narrazione che decideva di staccarsi per qualche attimo dallo scorrere della trama per farci comprendere fino in fondo chi siano questi 'American Gods'.
Buona giornata e buona lettura a tutti :)

sabato 11 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - 7 e 8

Beh, sapevo che prima o poi mi sarei dimenticata di postare... Mi rifarò quest'oggi, rispondendo alla bellezza di due domande! Frattanto auguro ogni male all'allegra famigliola del piano di sopra che mi ha svegliata alle 7 del mattino. Pargoli, perché scendete le scale saltando? Perché?

8) Un libro che consiglieresti.

Beh, è una domanda un po' strana... Voglio dire, a chi dovrei consigliarlo? Non esiste il libro universale... Onestamente non saprei proprio come rispondere.

9) Un libro che ti ha fatto crescere.

Questa è più facile.
'Noi Vivi', di Ayn Rand. Nata a San Pietroburgo nel 1905 da una famiglia ebrea non osservante, riesce ad ottenere un visto per gli Stati Uniti per visitare alcuni parenti e decide di non fare ritorno nell'URSS.
'Noi Vivi' è la storia di Kira e, attraverso i suoi occhi, della rivoluzione russa, delle sue illusioni e di come siano finite a marcire.
Non ho molta memoria e spesso mi capita di dimenticare i nomi dei personaggi poco dopo aver chiuso un libro. Certo, mi ricordo fatti e fattezze, ma i nomi mi scivolano via dalla mente come nient'altro.
Invece di 'Noi Vivi' ricordo quasi tutti i personaggi, nonostante l'abbia letto quasi dieci anni fa.
Galina Petrovna, Andrej, Pavel Sjerov, Leo, Irina e Sasha, Viktor...
E non lo rileggerò mai, perché è così intenso e struggente che ti strappa il cuore.
Però lo ricorderò sempre.
E' per via di questo libro che la dicitura 'Leninisti Italiani' mi fa sempre accapponare la pelle. Un'ignoranza storica di queste proporzioni...
Beh, magari chiudo.
Ma buona giornata e buona lettura a tutti :)


giovedì 9 febbraio 2012

Jane Austen

Tempo addietro ho ammesso di aver cominciato solo recentemente a leggere classici. È una mancanza terribile e una lacuna spaventosa per chiunque si voglia prendere la briga di creare blog che sia, seppure umilmente, letterario. Tuttavia, mi sto rifacendo in fretta. Non so come mai un tempo fossi tanto sicura che i classici fossero tutti, senza eccezione, pesanti e noiosi. Forse per lo snobismo di alcuni lettori appassionati, che guardano con sufficienza qualunque opera abbia meno di cent'anni e per la pomposità con cui certe persone affrontano discorsi sulla letteratura, disprezzando l'intrattenimento come fosse peccato mortale. Non dico che ce ne siano molti, di lettori di questo genere. Però ci sono. Ed è difficile dimenticarsene. A volte a certe opere rimangono appiccicate le persone che ce le hanno consigliate o nella cui libreria li abbiamo intravisti. Mi capita, anche se di rado, di storcere il naso e ritrarmi davanti a libri contro ai quali non ho nulla e che anzi potrebbero potenzialmente piacermi, se non fosse che li ricollego a persone alla cui compagnia preferirei ingurgitare sterco di cammello.
Ad ogni modo, seppur divagando, veniamo all'argomento di oggi.
Jane Austen.
Qualche giorno fa, quando ero in visita da un'amica con altri amici, stavo leggendo seduta in poltrona, coperta da un plaid e un sorriso soddisfatto sulle labbra. Leggevo 'Emma' – ancora non l'ho finito, perciò vi prego, niente spoiler. Non ho letto neanche il retro della copertina per evitarli – e un amico mi ha domandato come mai leggessi quei romanzi 'da donna'. Ora, lì per lì mi sono stizzita, perché non apprezzo questo genere di etichette. Romanzi da uomo o da donna. Ma bisogna anche capire che tra me e questo amico si discute spesso di letture assai differenti, da George R. R. Martin a Joe R. Lansdale e quant'altro, perciò gli faceva strano vedermi intenta in una lettura effettivamente poco consona alla mia 'vivace' natura. E, dopotutto, bisogna ammettere che non sono molti gli esponenti di sesso maschile che si seggono in poltrona a leggere Jane Austen. Fioccano siti e blog che la esaltano e l'adorano, ma tutti gestiti da donne. Perché?
Ed ecco il motivo del mio post. Questa domanda. E la mia risposta.
Jane Austen è nata a Steventon, un villaggio dell'Hampshire, il 16 Dicembre 1775, figlia di un pastore anglicano e penultima di otto figli. Il padre si occupa con cura e costanza dell'educazione di Jane e della sorella Cassandra, rifornendo la biblioteca di casa, premurandosi d'insegnare loro il francese e le basi dell'italiano, mandandole poi a studiare lontano da casa. Jane è quindi una ragazza la cui cultura è stata coltivata e sviluppata, in grado di osservare e analizzare dall'interno l'ambiente in cui vive.
Spesso si guarda alla situazione femminile dell'epoca Georgiana da due punti di vista diametralmente opposti: il matrimonio come una compravendita di schiave socialmente accettata oppure un pugno di donnine che sorseggiano tè sorridendo, un delizioso quadretto di pizzi e musica. L'apporto di Jane Austen alla nostra conoscenza della situazione della donna – della classe alta, beninteso – è quindi oltremodo prezioso. Lei la vive dall'interno, quella condizione e ce ne parla con cognizione di causa, con intenso acume e con una prosa aggraziata ma non affettata. Nelle sue parole c'è spesso dell'ironia verso l'eccessiva attenzione alle piccolezze tipico delle donne dell'epoca e una certa insofferenza per la chiusura sociale che innalza alcune famiglie per affossarne altre. Ricchezza, successo e nobiltà non sono incoronati ma anzi guardati con occhio critico, così com'è guardato con severità il modo in cui questi aspetti possono influire gravemente sui rapporti umani tra i suoi personaggi.
È vero, i suoi romanzi mancano d'azione. I capitoli si susseguono intorno a riflessioni, interpretazioni, aspettative, lunghi dialoghi educati e qualche ballo. Le sue opere si sviluppano attorno ad un personaggio e alla sua famiglia, sempre una ragazza giovane, intelligente e analitica, in quell'epoca il matrimonio è l'elemento centrale della vita di una ragazza e, realisticamente, è anche il tema centrale delle sue opere. Tuttavia, non c'è quell'incanto illusorio che ci si potrebbe aspettare e che io, onestamente, paventavo prima di leggerla. Jane ci racconta della sua epoca, di come la vive e di come viene vissuta da altri. Parla d'illusioni, di sogni che si spezzano e di cuori che si ricompongono. Parla della falsità dietro la leziosità, dell'insopportabilità della mancanza di educazione, della spocchia derivante dal denaro e di come l'orgoglio renda ciechi.
Ma ancora, perché sono – quasi – unicamente donne quelle che leggono Jane?
Per quanto mi riguarda, credo che sia perché certe cose non sono mai cambiate. Donne nello spazio, donne al governo, donne che combattono. E ancora ce ne sono alcune che si riuniscono in sparuti circoli di pettegolezzo e leziosità, che si sorridono l'un l'altra desiderando d'azzannarsi, che ordiscono e mentono e sbavano desiderio su vestiti e gioielli. Un uomo non può capire fino in fondo. Proteggi le tue orecchie delicate e innocenti, tu che non sei mai stato ad un tè per signore.
Sociologicamente parlando, anche l'uomo – soprattutto l'uomo – ha contribuito a creare quest'ambiente misterioso e a tratti malevolo, in cui le donne hanno affinato le uniche armi a loro disposizione. Lacrime, sorrisi e sussurri. Eppure, l'uomo non lo capirà mai fino in fondo. A un uomo non è concesso di entrare in questo circolo. È riservato. Una ragazza del dato circolo non dimostrerà mai davanti ad un ragazzo quanto sa essere abietta o maliziosa, altrimenti che ne sarebbe delle sue armi? Oggi si può scegliere se entrare a far parte di quel club o restarne al di fuori. Certo è che, prima o poi, tutte noi vi abbiamo avuto a che fare, dall'interno o dall'esterno o, più spesso, da entrambi i lati delle barricate.
Perciò, forse è vero, i libri di Jane sono 'da donna'. Di sicuro offrono una chiave di lettura storicamente attendibile di come vivevano le donne all'epoca, di come funzionasse il rapporto tra i sessi e di come si vivesse all'interno di una famiglia.
Inutile che io stia ad elencare le sue opere, i suoi meriti o stralci della sua biografia. È così ovvia o facilmente reperibile che non sarebbe che un inutile tedio. E visto che questo post è già abbastanza lungo, credo che eviterò. Mi limiterò a consigliarla, in quanto della pesantezza e della pomposità che mi aspettavo da lei non c'è traccia. I suoi libri si divorano. Con 'Orgoglio e Pregiudizio' mi è bastato un pomeriggio. Un lungo pomeriggio durante il quale sono uscita dalla mia camera solo per nutrirmi e andare in bagno, ma pur sempre un pomeriggio.
Buona lettura, qualsiasi cosa stiate leggendo :)

30 Giorni di Libri - Giorno 7

Addirittura fino al giorno 7! Chi mai l'avrebbe potuto supporre...
Peccato che la domanda di oggi sia più che problematica...

7) Un libro che ti descrive.

Eh. Una bazzecola, proprio.
Dapprima ho pensato perfino di elencare tutti i libri che potevano descrivermi, focalizzarmi su uno solo mi sembrava assurdamente riduttivo. Intendevo scomodare una massa informe e sterminata di autori, da Joe R. Lansdale a Jerry Spinelli, finché non mi è sovvenuto alla mente il 'mio' libro.
'Il Maestro e Margherita' di Mikhail Bulgakov.
Un libro così variegato e sfaccettato che basta da solo a rappresentarmi.


mercoledì 8 febbraio 2012

Ancora sull'iniziativa Co2 Neutral

Poche ore dopo aver mandato la mail con il link del post più in basso, come da regolamento, ho ricevuto una cortese mail di risposta che mi comunicava che - sigh - avevo dimenticato di postare anche quest'immagine, che da sola è molto più significativa e comprensibile di quanto potesse esserlo il mio post, che a rileggerlo pare che mi sia svegliata al mattino urlando 'ALBERI! ARIA! BLOG! ALBERIII!', mentre invece è un'iniziativa serissima, oltre che ammirevole, nata dalla collaborazione tra DoveConviene e Iplantatree, associazione ecologica tedesca che si occupa di opere di riforestazione.


Ecco, direi che quest'immagine è abbastanza chiara. E' stato infatti calcolato che, in base al numero delle visite e al funzionamento dei server, un blog/sito produce circa 3,6 kg di CO2 all'anno, mentre un solo albero ne assorbe circa 10 kg. Spero di essere stata abbastanza chiara su come funziona quest'iniziativa :)
Nella mail, però, mi veniva data anche un'ottima notizia, ovvero che se si riuscirà a raggiungere l'ambitissima meta di 1000 alberi, iPlantatree.org ne pianterà altri 100 come premio! Perciò, dai, ancora uno sforzo!

E visto che dopo quest'ultimo post cercherò di attenermi a temi più letterari, accorpo anche un'altra iniziativa oltremodo lodevole, di cui magari vi sarà già giunta voce, ma non si sa mai, io lo dico pure qui. Fino al 19 Febbraio è possibile donare 2 Euro per sostenere l'ospedale a Kabul di Emergency mandando un sms al 45508. Non so voi, ma Emergency è una di quelle - poche - organizzazioni di cui ancora mi fido. Perciò, beh, io mi limito a farvelo sapere :)



30 Giorni di Libri - Giorno 6

Beh, già il giorno 6... chi avrebbe mai pensato ch'io potessi giungere 'sì avanti senza stancarmi? Tra l'altro, avendo assai prudentemente lasciato la porta chiusa questa notte, i gatti mi hanno lasciato dormire adeguatamente, il che mi rende allegra e ben disposta verso il mondo. Anche se il solo pensiero di dover andare alle poste mi sferza l'anima come un pugnale di ghiaccio e ruggine.
Ma comunque!

6) Il libro più corto che tu abbia mai letto.

Uhm. Credo si tratti di 'Io e te' di Niccolò Ammaniti.
Uno di quei libri che mi ha delusa, ma delusa, ma delusa... La sensazione che mi dà è che sia un parto più della fretta e delle pressioni dell'editore, piuttosto che di Ammaniti stesso.
Voglio dire, l'autore di 'Come Dio Comanda', di 'Che la festa cominci', 'Io non ho paura'...
Io adoro Ammaniti. E 'Io e te' mi aveva proprio fatto rimaner male.
Ma comunque!
Voi?


martedì 7 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - giorno 5

Premetto che ho sonno. Tanto sonno. Visto che sono tornata a casa solo ieri sera dopo quasi una settimana senza gatti, ho pensato bene di lasciare la porta aperta, così potevano sdormicchiare con me. Me li sono ritrovati a giocare alla lotta alle 6 e qualcosa. Grande idea, proprio. Ne approfitterò per una gitarella in biblioteca, via! Positività, positività!

5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.

Ecco, bella domanda. Non sono una che tiene il conto delle pagine, ricordo vagamente giusto lo spessore... e poi, valgono anche i libri di testo dell'Università? Io tenderei a non contarli, và.
Sono indecisa tra 'L'Ora delle Streghe' di Anne Rice e 'Sei pezzi da mille' di James Ellroy, ma non avendoli sottomano non saprei proprio dire quale dei due...

Ad ogni modo!
Buon Compleanno,
Charles


lunedì 6 febbraio 2012

Come rendere il proprio blog 'Carbon Neutral'

... ovvero, come azzerarne l'impatto ambientale.
Stavo vagheggiando per blog quando ho letto un post dedicato a questa mirabilissima iniziativa. Il link del progetto con relative istruzioni è questo, se volete dare un'occhiata. Io credo che un contributo così misero - pochi secondi e un poco di spazio sul proprio blog - valga assolutamente la pena. Una goccia nel mare, ma il mare è fatto di gocce. E poi, suvvia, lo 'stemma' non è neppure brutto :) Fateci un pensierino, suvvia.


30 Giorni di Libri - giorno 4

La domanda di questa soleggiata giornata - durante la quale tenterò l'eroica impresa del prendere un treno per tornare a casa, che il destino abbia pietà della mia anima - è insospettabilmente semplice, per me. Forse è la domanda più semplice di tutte. Niente ricerche su Anobii, niente indecisioni. La risposta è così chiara e semplice che mi sento come se potessi anche evitare di scriverla... anche se, con mio sommo dispiacere e grande costernazione, ho potuto leggere su Anobii et similia decine di recensioni entusiastiche di ciò che, senza mezzi termini, per me rimarrà sempre e senza fallo un'immensa colata di sterco.

4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.

Ah, non esito nemmanco un secondo!
Il Bacio d'Argento di Annette Curtis Klause


Per questo libro provo proprio astio e odio. E' un'opera scadente, scritta male e pensata peggio. Sono certa che senza il successo editoriale di Twilight nessuno l'avrebbe mai potuta pubblicare. Personaggi senza spessore che si muovono su una trama inconsistente alla quale si tenta di infondere un'atmosfera gotica e darkeggiante senza riuscirci. Dopo le prime pagine, ho rinunciato alla 'piacevole lettura' e mi sono abbandonata alle risate. L'ho perfino prestato in giro perché i miei amici ne ridessero. E sì, ne hanno riso.
Magari a qualcuno di voi piace e mi detesterà per questo. Ma io sono irremovibile, non ho mai letto libro peggiore.

domenica 5 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - giorno 3

E approfittando della calma e del silenzio portatimi dall'essere sempre e comunque la prima a svegliarsi in qualsiasi situazione, terza domanda!

3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.

Uhm. Viene specificato 'un' libro, non il preferito. Quindi la scelta è così orribilmente ampia che non so proprio chi andare a pescare... Uhm,,,
Ok.
Direi Tiffany, da 'L'Intrepida Tiffany e i piccoli Uomini Liberi', 'Un cappello pieno di stelle' e 'La Corona di Ghiaccio' di Terry Pratchett.
Il primo non mi aveva convinto moltissimo, ma gli ultimi due, specialmente 'La Corona di Ghiaccio, sono tra i miei libri preferiti in assoluto.


sabato 4 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - giorno 2

E già son fiera d'essere arrivata al giorno due senza battere ciglio. Nella solitudine mattutina, con il caffè-latte accanto al vecchissimo pc della padrona di casa, m'accingo a rispondere alla domanda.

 2) La tua citazione preferita.
Senza fallo,
'Uomo nero,
uomo nero,
sto sognando o è tutto vero?'
da 'Margherita Dolcevita di Stefano Benni.


E qui chiudo senza lamentarmi di nulla, che i suoni degli altrui risvegli m'accarezzano l'orecchio.
A domani :)

venerdì 3 febbraio 2012

30 Giorni di Libri - giorno 1 - e, ovviamente, lamentosità.

Salve a tutti! Visto che ad oggi vegeto da un'amica e che non ho né la forza nè la materia prima per recensire alcunchè - ovvero i libri - ho deciso di aderire all'evento su Facebook '30 giorni di libri', il che implica che ogni giorno, per trenta giorni a partire da oggi, risponderò ad una domanda concernente i miei MIRABILI gusti letterari. Qui il link dell'evento: 30 giorni di libri

1) Il tuo libro preferito.
Vorrei sottolineare quanto questa domanda sia crudelmente limitante. Voglio dire, uno solo.Un libro. E gli altri? Ma nonostante il disagio, mi conformerò ai voleri elitari del creatore dell'evento.
Andiamo con Nessun Dove di Neil Gaiman.



Vorrei anche aggiungere, visto che il mio secondo nome è 'Divagazione', che ho passato con soddisfazione l'esame per il quale ho studiato con tanto impegno e dolore e che ho passato quanto rimaneva della giornata alla stazione centrale di Milano, dalle 13 fino alle 20 circa, quando il treno è finalmente partito con due ore di ritardo. Considerando che i primi due erano stati cancellati, direi che è stato un bel passo avanti.
Trenitalia, amica mia, i tuoi treni non sono 'guasti'. Sono vecchi. Vetusti. Anziani. Invece di ricoprire di pelle le poltrone e servire champagne sulle varie Frecce, sarebbe il caso di sostituire quelle vetture abbastanza vecchie da poter ricevere una lauta pensione. Che cavolo.  Se la mia forza di volontà regge, a domani :)