sabato 30 giugno 2012

La prima trilogia di Kushiel - Jacqueline Carey


Come annunciato diverse volte, quest'oggi mi decido finalmente a parlarvi di Jacqueline Carey e della versione alternativa di questo mondo che ha saputo magistralmente creare. La prima trilogia, composta da 'Il Dardo e la Rosa' (2001), 'La Prescelta e l'Erede' (2002) e 'La Maschera e le Tenebre' (2003), tutti editi da Editrice Nord, ci narra delle vicende di Phèdre, dall'infanzia fino all'età adulta.
L'ambientazione ha fin da subito qualcosa di familiare, ma solo dopo un po' diventa chiaro che si tratta di una rivisitazione dell'Europa e soprattutto della Francia, pensata come se fosse stata fondata dagli Angeli, discesi dal Paradiso per affiancare il Beato Elua, concepito con le lacrime di Yeoshua (o Gesù, Jesus, il Cristo Redentore etc) e della Magdalena. Terre d'Ange (secondo la cartina geografica a inizio libro, corrispondente alla Francia) è popolata dai lontani discendenti dell'unione tra questi angeli e i mortali. Tralasciando l'originalità dell'idea, la ricostruzione storica è perfetta e assolutamente credibile. Un universo parallelo, un fantasioso 'come se' scaturito dalla nascita di Elua, disconosciuto da Adonai (ovvero il Dio Padre) ma che ha saputo sorridere al mondo, facendosi raggiungere da dodici angeli, portando avanti un unico precetto, 'Ama a tuo piacimento'. Specifico tutto questo perché trovo che l'ambientazione sia interessantissima e ottimamente congegnata, ma in realtà è un affresco che viene svelato poco a poco, con grazia, senza che la lettura venga appesantita da decine di pagine di spiegazioni religiose. Anzi, è divertente vedere quello che la Carey ha saputo inventare, viene da sorridere pensando 'Ah, Jacqueline, astutaccia!'.
Insomma, la protagonista è Phèdre. Una bambina nata in una delle Dodici Case della Corte della Notte, ovvero i lussuosi 'bordelli' di Città di Elua, capitale di Terre d'Ange. Scrivo 'bordelli' tra virgolette perché in Terre d'Ange la prostituzione non è affatto malvista come da noi. Lì è un mestiere rispettato, a volte invidiato, strettamente connesso con la religione, per via dell'unico precetto di Elua. Phèdre è nata da una serva di Naamah (un angelo femmina che si narra avesse venduto il proprio corpo per mantenere Elua) in Casa Gelsomino e, sfortunatamente, ha una piccola macchia rossastra in un occhio. Cosa che, secondo i canoni di Casa Gelsomino, la rende imperfetta e inadatta al servizio. Eppure è lì che lei studia e si impegna, finchè un giorno non verrà a scoprire che quella macchia è il 'Dardo di Kushiel', un marchio che la identifica come prescelta di uno dei dodici angeli e come... beh, come masochista.
In questa serie il sesso svolge una parte molto importante. Dopotutto, la protagonista è una prostituta ed è 'condannata' dalla nascita a provare piacere nel dolore, bollandola come vittima assoluta, immagine di cui lei stessa si servirà spesso per raggiungere i propri scopi. Eppure, nonostante certe scene siano molto esplicite, non c'è volgarità né pornografia. Lo stile è raffinato, un po' d'altri tempi e Phèdre ci narra in prima persona delle sue avventure con sagacia e grazia. Anche la politica, soprattutto la politica, ha un forte peso in questa serie. Phèdre viene adottata da Anafiel Delaunay, un uomo sorridente, gentile e misterioso, che intende addestrarla per diventare niente meno che una spia. Ha le sue ragioni, Anafiel, e col tempo ci verranno svelate. Poco a poco.
È una trilogia con molto sangue, molte battaglie, molte perdite e intrighi a non finire. Una saga spietata, combattuta. L'ho adorata e divorata e non cesserò mai di consigliarla.
Poi arriva la serie successiva. E quella... beh, quella pare scritta da un'altra persona. Ma non potendo neanche dire il nome del protagonista – sarebbe uno spoiler tremendo – mi ritiro nel più assoluto silenzio e mi rifiuto d'andare avanti. Sappiate che la prima trilogia merita immensamente e basta.
E con questo, andrò a piazzarmi davanti al ventilatore e a pregare per un po' di pioggia, che questo caldo mi sta disossando l'anima. A presto :)

venerdì 29 giugno 2012

Random Post II - e Iniziativa Super-Importante!


Il possesso di una gelatiera dovrebbe essere un diritto costituzionalmente riconosciuto. Punto.
A parte questo, salve a tutti! Questo sarà – tanto per cambiare – un post un po' random con una riflessione incerta e un avviso serio. Passo subito all'avviso serio, che mi pare un tantino più d'interesse.
Kedi da Emozioni in Bianco e Nero mi ha notificato questa meravigliosa iniziativa. Vi prego di andare a dare un'occhiata, perché sicuramente lei spiega tutto meglio di quanto non possa fare io. In sostanza si tratta di contribuire con qualche nostro libercolo all'arricchimento di una biblioteca da campo per le popolazioni sfollate dell'Emilia. E non vi pare un'iniziativa degna di nota, applausi, abbracci, strette di mano e quant'altro? Cavolo, sì. Quindi su, su, forza.
Ma passiamo alla riflessione sconclusionata su cui mi sto arrovellando da un po'.
Sono combattuta. Un lato di me propende per la protezione e la proliferazione di una letteratura di qualità, ispirata, che possa trasmettere qualcosa e che vada oltre il mero passatempo. Poi c'è l'altra parte che è invece molto più liberale, molto più 'Basta che si legga' e che ricorda al lato più intransigente che l'atto della lettura aiuta col tempo a comprendere e analizzare quanto ci sta intorno a prescindere da quanto viene letto, arricchendo la persona e non solo il lettore. Causa-effetto, successione temporale sono cose che la mente impara leggendo. Quindi nulla è più importante del raggiungere il lettore con qualsiasi testo possa confacerglisi. Però poi il lato intransigente replica che se l'eventuale lettore non avesse avuto tra le mani il testo-scempio, magari si sarebbe avvicinato a qualche lettura più 'alta' e 'confacente'. Ma la parte più liberale incalza 'Ne siamo sicuri? Uno che oggi legge esclusivamente Volo e Kinsella si sarebbe mai messo a leggere Eco o Pirandello?'.
Alle fine, non ho ancora deciso da che parte stare, né se sia necessario decidersi per una parte o per l'altra. Voi cosa dite?
Ma vediamo di allungare questo post con qualche spezzone random.
Finalmente ho – forse – trovato gente con cui giocare a D&D.
Attendo con ansia che i libri della Catena arrivino a destinazione e che i riceventi possano dirmi cosa pensano della scelta.
'La Sposa e la Vendetta' di Jacqueline Carey è così pieno di errori di traduzione che rabbrividisco. Anzi, non proprio di traduzione. Di grammatica. Il traduttore continua a sbagliare i congiuntivi. Incommentabile.
In biblioteca continuo a riempire la bacheca – quasi – a mio piacimento, ma temo che le bibliotecarie  presto finiranno per accorgersene e mi riprenderanno. Ma finché dura, farò del mio meglio per fornire letture decenti agli avventori. Vi risparmio il resto.
Continuo a osservare il tatuaggio nuovo con amore e incredulità per quanto è venuto bene. E ho passato la mattinata a guardare tatuaggi brutti – o moooolto particolari – su questo sito, che vi raccomando. Risate assicurate.
Vorrei potervi promettere che il prossimo post sarà più serio e ragionato, che sarà pregno di competenza e che finalmente sarà la recensione di un libro. Diciamo che farò del mio meglio... a presto :)

mercoledì 27 giugno 2012

Via!


Vi annuncio con gioia che i libri sono partiti (a parte quello per Jericho che non mi ha mandato l'indirizzo, ma il pacco è pronto, né!) e che quindi la Catena ha inizio. Avrei voluto aggiungere dei pensierini stupidi al pacco, ma purtroppo mi sono lasciata tutto all'ultimo e ho finito di scarabocchiare giusto un salutino poco prima di andare alle poste. Tra l'altro, sul pacco troverete anche il mio indirizzo, era obbligatorio per poter usufruire dell'opzione 'piego-libri', ma secondo me toglie molto del mistero da Catena... ad ogni modo, spero tanto che gradiate le mie scelte. Se così non fosse, lasciate libero il libro senza troppi problemi. Non c'è niente di peggio che una lettura forzata.
Tra l'altro oggi mi sono fatta il tatuaggio! Non è meraviglioso? Per quanto ho visto finora, è il tatuaggio a tema rondine più bello che io abbia mai visto. E non ha fatto più male del silkepil. L'ho già mostrato al nonno, tutto commosso e orgoglioso perché questo tatuaggio è 'suo' (visto che mi chiama 'golondrina') e... beh, ho trascorso una bella giornata. Spero che anche la vostra sia andata bene.


E mi bullo del fatto che i libri che riesco a infilare in bacheca vengono depredati.

lunedì 25 giugno 2012

Pronti, attenti...

Buongiorno a tutti! Ho caldo. Ho schifosamente caldo. E siamo solo a Giugno. Tremo al pensiero di quale orrido e scivoloso ammasso di ansimi e sudore farà di me quest'orribile, immonda estate. Ma bando alle ciance! Domani pomeriggio progetto di recarmi alle poste, fammi succhiare via l'anima dagli impiegati-dissennatori e spedire i libri per la Catena. Gioisco.Farei notare che uscirò col caldo. Uscirò. Di mia sponte. Con questo caldo.Voi non potete saperlo, ma d'estate mi rintano in casa, luci spente, imposte sbarrate, ventilatore puntato in attesa che il Sole si levi di torno. Odio il caldo.Comunque! Ricapitoliamo, così evitiamo eventuali fraintendimenti.Riassumo le regole:

Io mando un libro a un blogger. Un libro che, a mio avviso, può convergere coi suoi gusti. Ora, in teoria andrebbe letto. Non sono pignola né mai vorrei forzare la lettura di alcunchè, ma gradirei venisse fatto almeno un tentativo. Poi se non piace, che venga lasciato libero e spedito ad altri.Ora, la scelta del destinatario è tutta vostra. Scegliete con cura, a vostra discrezione, un altro blogger. Dico 'con cura' perché dovrebbe essere qualcuno in linea con il genere del libro e, magari, anche uno abbastanza fidato da non distruggerlo né decidere di tenerselo. Però la scelta è libera e vostra. Io rimarrò qui ad attendere pazientemente. Un po' di fiducia, che diamine.Voglio rassicurare chi intende partecipare: io sono una bestia coi libri. Li leggo mangiando, li leggo nella vasca, li leggo bevendo caffè, li leggo per strada, li sbatto in borsa, i miei gatti li usano come letto o, talvolta, per farsi le unghie. Perciò non vi preoccupate per uno strappo, una piega, una macchietta. Non ha importanza. Finchè il libro è leggibile e le pagine sono attaccate, va tutto bene.

specifico che i libri degli altri li tratto in tutt'altro modo, eh. Quelli sono reliquie e li maneggio con cura.Dicevo!I partecipanti sono alla fine:

Jericho
TheObsidianMirror
SalomonXeno
Nereia
CamillaP.

Ho già deciso che libro mandarvi, miei prodi, dopo accurate ricerche e riflessioni! Siatene fieri!ma visto che sono una brutta persona, lo scoprirete solo all'arrivo del libro stesso. Ovviamente mi farete felice se vorrete recensirlo o farmi sapere cosa ne pensate, così, per vedere se ho saputo scegliere bene o meno... ma non gradisco le recensioni forzate, quindi vedete voi.Mi pare di ricordare che anche Iku (che non ha un blog ma mi ispira simpatia e ogni tanto vagheggia da queste parti, quindi facciamo un'eccezione) e Claclina avessero manifestato un vago interesse, quindi eventualmente tenetele da conto.A presto! Vado a cospargermi di ghiaccioli.

sabato 23 giugno 2012

Ultima chiamata per la Catena di Lettura! ... e ovviamente, chiacchiere variegate e di scarso interesse.


Buongiorno! Oggi, lo ammetto, ho saltato il tirocinio in biblioteca. Un po' perché ho sonno, un po' perché ho caldo e un po' perché volevo ritagliarmi un paio d'ore per mettere a posto la stanza e scribacchiare qualcosa qui sul blog, visto che lo sto indegnamente trascurando da un po' di giorni. E poi devo decidermi ad organizzarmi per la Catena di Lettura per festeggiare i 200 followers, no? Yeee, 200! Unitevi alla mia gioia! Quindi, chiunque voglia partecipare favorisca libreria Anobii – così non rischio di mandare libri già letti – e indirizzo. Visto che mi piace mandare i miei libri a vacanzeggiare da altri lettori, ho deciso che, invece di mandarne uno solo, farò un'accurata selezione a seconda dei gusti e delle esigenze e tenterò di spedirne uno a tutti.
Oh, ho detto che tenterò, non che riuscirò nell'impresa, eh!
A parte questo, ciacolerò un po'.
Ultimamente ho letto davvero tanto. Quasi ai livelli delle elementari-medie, quando iniziavo e finivo un libro nell'arco di una giornata. E non perché il libro fosse corto, ma perché ci passavo più tempo che potevo. Ogni goccia del mio tempo libero andava in carta e parole. Mi chiedo se la mia infanzia sarebbe stata diversa, se avessi abitato vicino ad altri bambini e non in una zona in cui i primi palazzi hanno cominciato a sorgere quando già avevo undici-dodici anni. Potendo scegliere, rivivrei comunque l'infanzia piena di libri.
Ho finito di leggere 'Il caso Jane Eyre' e l'ho adorato. Il giorno stesso ho preso in mano 'Shirley' di Charlotte Bronte (trovato per pura fortuna in biblioteca) e l'ho finito in poco tempo. Mi ha delusa così tanto che non oso farne una recensione. Ora mi sto sciroppando gioiosamente 'La Sposa e la Vendetta' di Jacqueline Carey e, come mi aspettavo, non è un granché. Non fa proprio oibò, ma come dire, si può anche non leggere. Io però sono affezionata ai personaggi e lo leggo uguale. Prima o poi scriverò un post tutto per la Carey.
Che altro dire? Oh, forse oggi andrò con mia madre a una convention di tatuaggi in zona. Lei è ancora intonsa ma sta ponderando di farsi una frase dei Beatles sul braccio (Madre, ti stimo.), io sfoggerò la meraviglia che ho sulle spalle e quasi quasi potrei approfittarne per farmi tatuare quanto sto progettando da un po', una semplice rondine sulla caviglia. Che poi non gradisco particolarmente il soggetto, ma questo è un tatuaggio per il nonno che mi chiama 'golondrina', che vuol dire 'rondine' in argentino, quindi... via, mi è andata ancora bene. Poteva chiamarmi 'oloturia'.
Non trovo altri argomenti con cui allungare questo post un po' scarno, quindi la chiudo qui.
Mi raccomando, se volete partecipare alla Catena, Anobii e indirizzo! Dai che ci tengo.

martedì 19 giugno 2012

1Q84 - Haruki Murakami


Lo ammetto, sono già a metà de 'Il caso Jane Eyre'. Stupendo, fulgido, vorticoso. E mi lascia un po' tramortita, con la testa ancora impigliata alle pagine, un piede in questo mondo e uno affondato tra le righe. Sono fortunata, è un periodo in cui becco solo letture meravigliose.
Come '1Q84' di Haruki Murakami. Lo ammetto, l'inizio mi ha lasciata un po' dubbiosa e sconcertata. Murakami a tratti ha questo difetto, è troppo esplicito. E non intendo esplicito con riferimento alle scene di sesso, anzi, quelle sono descritte con una certa delicatezza, almeno in questo particolare romanzo. No, mi riferisco a come spiega i personaggi. La prima parte è una cascata quasi ininterrotta di informazioni non richieste, piallate con troppa forza nella storia. Le prime pagine le ho trovate tutt'altro che fluide. Poi arrivata a un certo punto il romanzo ha quasi cominciato a sfogliarsi da solo.
Inizia con Aomame, una bella donna di trent'anni che rischia di tardare ad un appuntamento di lavoro, bloccata nel taxi per colpa di un incidente sulla tangenziale. Conversa un poco col tassista e poco dopo questo le consiglia, se l'incontro è proprio urgente, di scendere dal taxi e raggiungere una scala di emergenza poco lontana, scendere, raggiungere un tunnel e sbucare dall'altra parte, in un punto vicino ad una fermata della metropolitana. E Aomame accetta. E da lì in poi tutto cambia. La storia stessa cambia e Aomame viene a conoscenza di un grosso incidente riguardante una sparatoria tra un gruppo terroristico e la polizia avvenuto due anni prima, nel 1982, di cui non aveva mai sentito parlare. Un incidente che ha delle comprensibili ripercussioni, che è stato al centro della cronaca per mesi, ma di cui Aomame non si ricorda affatto. Per non parlare delle due lune in cielo.
Aomame non si può definire un'assassina a pagamento. È molto di più e qualcosa di meno. Non si tratta di soldi né di sadismo. Forse c'è una punta di vendetta, ma agisce per motivazioni nobili. Questo non glielo si può togliere. È una donna forte, come se avesse il cuore bordato di kevlar. Non c'è neanche bisogno di specificare quanto mi piaccia il suo personaggio.
Parallelamente, c'è Tengo. Un aspirante scrittore e insegnante part-time di matematica in una scuola di preparazione. È un uomo di trent'anni grande e grosso, ma calmo e gentile. Non ha rapporti stretti con nessuno, tranne la donna sposata che vede una volta alla settimana per fare sesso e un editor che ha deciso di seguire la sua evoluzione, essendo rimasto colpito dagli scritti Tengo mandava ai concorsi per esordienti.
Poi c'è Eriko Fukada, una ragazza di diciassette anni. La sua storia viene spedita al concorso per esordienti di cui sia Tengo che il suo editor, Komatsu, sono scrutinatori. E suo il racconto 'La Crisalide d'Aria', colpisce entrambi. L'unico problema è che è scritto male, malissimo. La storia è avvincente ed emozionante, ma la struttura e lo stile sono quanto meno carenti. E Komatsu propone a Tengo di riscrivere lui stesso l'intero romanzo, diventandone il ghost-writer.
La trama si mette in moto con naturalezza, dolcemente. Una sottile inquietudine legata a quanto ci viene fatto subodorare, a quei vaghi sospetti che ci vengono instillati. La sensazione che qualcuno o qualcosa stia scrutando ben nascosto quanto avviene, un senso di minaccia incombente...
Fattore assai giapponese, '1Q84' è un romanzo in cui il detto e il non detto vengono narrati insieme. Per quasi un terzo del libro mi sono chiesta quale collegamento potesse esserci tra Aomame e Tengo e perché le loro storie venissero narrate parallelamente, in un regolare alternarsi di punti di vista. Pagina 240, sinceramente, mi ha davvero intenerita.
Vi sono diversi rimandi a '1984' di Orwell, così come non mancano riferimenti musicali, cosa nient'affatto insolita, considerando la passione di Murakami per il jazz, il rock e la musica classica. Apprezzo come l'autore riesca a infilare queste sue passioni e conoscenze senza doverle premere troppo. È difficile da spiegare, ma spesso, quando trovo riferimenti musicali in un libro, mi viene un po' da storcere la bocca, anche se magari il riferimento è ad un pezzo che mi piace. Il fatto è che mi dà l'impressione di un'interferenza da parte dell'autore, che cerca di spingere con forza i propri gusti all'interno della storia, come se volesse comparire lui stesso al posto dei personaggi. Invece Murakami riesce a spremerti dischi interi tra le pagine con assoluta naturalezza.
Mi è difficile spiegare qualcosa di più specifico sulla trama, perché questa viene rivelata con lentezza, un velo per volta, un pezzo di puzzle ogni tanto. Il fulcro è la storia narrata da Eriko Fukada, 'La Crisalide d'Aria', eppure il contenuto di questo racconto ci viene spiegato quasi alla fine. Quindi sono un po' restia a raccontarvi oltre, cercate di capirmi, si sa che sono allergica agli spoiler. Vi dico giusto che odora di realismo magico. Non vedo l'ora di leggere la terza e ultima parte, che dovrebbe uscire a Ottobre.
Dire che lo consiglio sarebbe riduttivo, mi ha davvero stupita. Era da un po' che Murakami non mi colpiva così, ultimamente avevo letto 'After Dark' e 'Kafka sulla spiaggia' e non mi avevano smossa più di tanto.


Beh, che dire? A presto. E spero tanto che piova, non sopporto il caldo, aborro l'estate e bramo un po' di frescume.  

domenica 17 giugno 2012

Random Post!


Domenica mattina, post-caffè e post-coccole al gatto scemo. Direi che sono pronta per scrivere un post senza abbondanti errori sintattico-ortografici. Forse.
Ancora una volta non posto alcuna recensione. E questo perché non ho abbastanza tempo, in quanto tra un'oretta devo essere pronta per andare a festeggiare il compleanno di una zia. Cosa di cui non mi lamento affatto, anzi, mi limito ad esplicare quanto mi impedirà quest'oggi di recensire alcunché. Tanto per cambiare.
Ciacolerò allegramente di argomenti casuali, quindi questo diventerà un Random Post a partire da... ORA!

  1. Sto leggendo 1Q84 di Murakami e dopo un inizio un po' incerto, devo dire che mi sta prendendo veramente tanto. La fantasia di quest'uomo mi sconcerta, elementi che paiono non avere alcuna correlazione tra loro si scoprono intrecciati e... beh, è Murakami. Credo proprio che lo recensirò.
  2. L'altro giorno, a Milano, mi sono felicemente appropriata di 'Il caso Jane Eyre', di cui avevo letto la recensione su LibrAngoloAcuto. E non vedo l'ora di leggerlo. È quella piacevole sensazione di aspettativa che precede letture intense e che non mi capitava da un po' di provare.
  3. Insieme a 'Il caso Jane Eyre' ho acquisito anche 'La sposa e la vendetta', quarto capitolo della seconda saga di Jacqueline Carey. La prima saga, quella cominciata con 'Il Dardo e la Rosa' mi era piaciuta un sacco, la seconda decisamente meno e ammetto che in parte la leggo per affetto verso i personaggi più che per la storia in sé... prima o poi la Carey si meriterà un post dedicato, via.
  4. Ieri mio padre mi ha prestato 'Demoni: Istruzioni per l'uso' di Christopher Moore, che entrambi adoriamo. Sono subissata di meraviglie da leggere, mi sento come un cane cui vengono lanciati contemporaneamente troppi ossi e non sa da che parte girare la testa.
  5. In biblioteca nessuno si preoccupa di far compilare i mini-questionari in mia assenza, quindi credo che ben presto la mia umile iniziativa andrà a farsi benedire. Non aggiungo altro.
  6. Venerdì una carissima amica si è laureata con un Signor Voto abbastanza alto da meritarsi le maiuscole. Assistere alla discussione della sua tesi, mentre riversava un impetuoso fiume di informazioni verso la commissione – e un membro che era uguale al Dr. House! - è stato emozionante. Dovessi leggere qui, sei stata fantastica, Silvia.
  7. Sto ancora riflettendo su quali libri spedire in giro per la catena di lettura e con quale metodo sorteggiare i destinatari. Mi sa che dovrò chiedere ai partecipanti di postarmi le loro librerie su Anobii, così non si incappa in doppioni.
  8. Devo assolutamente passare l'aspirapolvere in camera, il pavimento è ricoperto di batuffoli di pelo felino.
  9. Quale sarà la lunghezza ideale di un 'Random Post'?
  10. Più navigo per blog e più mi convinco che l'Internet è un meraviglioso prodigio in grado di creare porte di collegamento tra luoghi lontani e menti vicine.
  11. Vi auguro una buona giornata e una Domenica almeno discreta.
E detto ciò, mi eclisso lasciandovi una musica che mi piace particolarmente, per ribadire ancora una volta la natura estremamente randomica di questo post.


mercoledì 13 giugno 2012

Undici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho... No, in realtà è solo un meme.


Quest'oggi mi trovo a rispondere, con immenso entusiasmo al meme (si chiama meme? 'ste cose da giovani...) passatomi da Salomon Xeno. A quanto ho capito, prima debbo rivelare 11 verità sconosciute su di me, poi rispondere alle domande fattemi da Salomon, quindi crearne altre 11 e scegliere 11 blogger cui porle.
Ordunque, m'accingo a portare a termine l'impresa!

1. Al momento, nonostante io sia già fuoricorso, sto seriamente ponderando la possibilità di cambiare facoltà, visto che il mio professore di giapponese ha deciso che lo scopo della sua vita è impedire agli studenti di passare i suoi esami.
2. Di solito sono assai gentile e cortese, ma dentro di me cova un Hulk abbastanza irritabile.
3. Adoro giocare a Trivial. Anche se odio perdere.
4. A volte mi metto a fantasticare sulla possibilità di entrare dentro un libro e cambiare le carte in tavola. Quante volte ho salvato la vita a questo o a quel personaggio...
5. Ieri una signora, in biblioteca, mi ha dato 13 anni. Tredici.
6. Questa è una cosa carina sulla mia infanzia. Alle elementari, non so perché, mi sono convinta che se avessi disegnato una sirena e poi avessi sciacquato via il disegno sotto l'acqua corrente, da qualche parte sarebbe nata una sirena.
7. È fin troppo facile farmi dubitare di me. Basta una minima critica a far barcollare tutta la mia impalcatura mentale.
8. Metto da parte i volantini e i giornaletti distribuiti dai testimoni di Geova e da altre associazioni religiose e li utilizzo come carta da regalo. I miei pacchetti sono sicuramente i più orridi e disturbanti del creato.
9. Ultimamente ho scoperto che non sopporto gli odori delle persone. Anche quando sono profumi, devo sempre tirarmi indietro perché mi danno fastidio, li vedo come una minaccia del mio spazio vitale.
10. Mentre i bambini mi incutono timore, provo un'istintiva simpatia per gli anzianini.
11. Non sopporto il rosa. Sono proprio cromaticamente allergica, se vedo qualcosa di rosa mi parte una smorfia di disgusto, anche se magari lo sta indossando una bambina.
Veniamo ora alle domande di Argonauta!
    1. Sei su un'isola deserta. Hai portato con te il tuo libro preferito, che sei disposta a leggere e rileggere per quanto rimane della tua breve esistenza. Sull'isola arriva un altro naufrago e te lo chiede in prestito, avendo con sé solamente un iPod. Come reagisci? Glielo presto, così poi possiamo discuterne insieme. E poi io presto sempre i miei libri, anche quando le probabilità che non tornino indietro sono alte... secondo me è il mio scopo nel mondo, far leggere gli altri. È una tirata mica da niente, però non sto scherzando. Forse sono in missione per conto di una qualche divinità della lettura (citazione volutissima)
    2. Tiri un dado. Che numero esce? E cosa esce a me? … Devo andare a prendere un dado? Credo di avere un D3 da qualche parte ma non so dove... facciamo... a me 3! e a te 5.
    3. Hai l'Argo a tua disposizione per raggiungere un luogo qualsiasi. Quale rotta? Credo che lascerei il timone. Che si vada dove si deve andare.
    4. Hai l'Argo a tua disposizione per raggiungere un non-luogo qualsiasi. Quale rotta? Guarda, mi stendo bellamente sul ponte e lascio che la corrente faccia il suo dovere. Però! Voglio una ciurma vestita da pirata. Su questo non transigo. Che si pirateggi violentemente e con abbondanza di rum.
    5. Quale potere (non super) ti piacerebbe avere? Come lo useresti? Come, non super? Ma come? Ma no... Vediamo. Vorrei essere davvero abile nelle arti marziali. Visto che la super-forza non è un opzione...
    6. Un amico a cui hai appena passato il libro che stai leggendo (di tua proprietà) lo apre in malo modo e questo si rompe. Come reagisci? Probabilmente scoppierei a ridere per la sua totale imbranataggine. Poi gli darei una pacca sulla spalla e gli chiederei di recuperare un po' di colla. Se è solo il supporto ad essere danneggiato, non fa niente. L'importante è che il contenuto sia leggibile.
    7. Ti hanno abbandonato su quella dannata isola! (Io non c'entro.) Come pianifichi la vendetta? Creando armi e allenandomi, ovviamente. Non sono abbastanza intelligente per programmare una fuga e mosse decenti, quindi attenderò pazientemente l'arrivo di una nave allenandomi.
    8. Una coccinella si posa sulla tua tenda. Cosa pensi? … odio gli insetti. Posso trovare meno disgustose le coccinelle, posso evitare di spiaccicarle, ma che qualcuno si muova a toglierla.
    9. In che ruolo ti vedresti, se fossi il protagonista di un libro? Il protagonista? Proprio il protagonista o un personaggio qualsiasi? Mi sono sempre vista come un allegro comprimario, quello allegro che alla fine muore... ma se dovessi essere il protagonista, probabilmente si tratterebbe di un libro comico per bambini, tipo 'Diario di una schiappa'.
    ... Ho proprio un'alta considerazione di me ò__ò10. In che ruolo vedresti me? (Non necessariamente nello stesso libro!) Sono indecisa! Secondo me staresti bene come quel tipo di personaggio calmo e saggio che alla fine si scopre essere la mente dietro tutti i casini. Non un cattivo, ma un personaggio con una morale un po' distorta... che non sto dicendo che hai una morale distorta, però verrebbe fuori un personaggio interessante xD
    11. Rispondete a una tra le seguenti domande: Legale o caotico? Apollineo o dionisiaco? Neoclassico o romantico? Oh, caotico sicuramente. E romantico nordico. La seconda domanda la salto facendo finta di nulla perché non ho voglia di consultare Wikipedia per accertarmi del significato delle opzioni.


Ordunque, è giunto il momento di passare codesto virale post ad altri blogger! E sia! Nella mia rete, pesciolini, nella mia rete!
oggi è stata una giornata pesante, non prendetemi sul serio, per favore.

Queste qui sotto sono le mie domande, quelle cui gli Eletti – sì, devo sempre teatralizzare, lo so – dovranno rispondere sui loro blogghi. Cominciamo!
  1. Qual è stato il personaggio di un libro più importante di tutta la tua vita?
  2. Devi scegliere un solo cibo di cui nutrirti per tutta la vita. Quale?
  3. Crea una tua Divinità!
  4. L'opera d'arte che preferisci?
  5. Apri a caso il libro che stai leggendo in questo periodo e leggi la prima frase della pagina.
  6. Una canzone che ti rappresenta.
  7. Raccontami una storia. Che sia breve e autoconclusiva. Via!
  8. Hai una copertura finanziaria illimitata per fare qualcosa che possa divertire metà del mondo e irritarne l'altra. Che fai?
  9. A cosa penseresti, se ti dicessi di girare a pagina 394?
  10. Scegli un personaggio famoso qualsiasi con cui prendere un caffè. Vivo o morto, ma reale.
  11. Una parola che ti diverte?
E questa è la lista di coloro che dovranno rispondere ai suddetti quesiti:
  1. poi basta perché ci sto mettendo eoni. E poi è ormai tradizione ch'io non finisca mai gli elenchi, no?

martedì 12 giugno 2012

Del mio fastidioso entusiasmo e dei mille alberi


Un piccolo post, giusto per farvi sapere che sono ancora viva e che continuo a leggere e ticchettare sui tasti, di tanto in tanto. Al momento sorseggio il caffè post-pranzo, poi prenderò l'autobus e mi recherò come di consueto in biblioteca. Mio malgrado, devo ammettere che non sento più tutto quell'entusiasmo iniziale... Non so, è una situazione un po' strana. Forse hanno ragione gli amici secondo i quali talvolta assumo un tono irritante e saccente, anche se non me ne accorgo. Credo che le mie proposte comincino a dare fastidio alle bibliotecarie e devo dire che un po' le capisco. Dopotutto sono lì da un paio di settimane e me ne andrò tra un altro paio di settimane. Cosa ne so io, di come si dovrebbe gestire una biblioteca? Eppure non riesco a evitare di suggerire qualcosa, ogni tanto. Cambiare i libri nella bacheca, che ci sono i soliti di quando sono entrata. Esporre qualcosa per ragazzi, che la loro (sfornitissima) sala è un po' nascosta. Piccole cavolate, lo so. Però...
Sia chiaro, non sto affatto dicendo che si stia rivelando una brutta esperienza, anzi. Ho scoperto con stupore che non mi dispiace affatto lavorare a contatto col pubblico. Temevo di fare mille errori, impappinarmi e balbettare, invece chiacchiero piacevolmente con gli utenti, mi fa piacere consigliare libri o farmene consigliare... sarà che non sono solo persone, ma 'lettori'. Cioè, miei simili. Parte della nostra bistrattata, mezza estinta stirpe.
E non è che io mi trovi male con le bibliotecarie, anzi. Sono simpatiche, tranquille, sorridenti. Solo che mi aspetterei un po' di brio, un briciolo di entusiasmo in più per un lavoro che per me è essenziale, vitale, necessario. Voglio dire, dal banco della biblioteca puoi indirizzare le letture altrui. È come poter giocare liberamente con le menti degli avventori. Puoi aprire le menti degli utenti a nuove scoperte, ad autori che magari non avrebbero mai considerato altrimenti, puoi fargli trovare in bacheca quel determinato libro, convincerlo a fidarsi e fargli stringere tra le mani il Libro dei Libri.
Magari sono io che esagero, eh? Mi sa di sì.
Tra l'altro credo che dovrei cominciare a informarmi di più sul fenomeno di Geronimo Stilton. Quasi tutti i bambini che entrano finiscono per prendere qualcosa di suo. E dire che non ne avevo certo letto benissimo...


Ma parliamo d'altro, via! Passiamo alle notizie allegre, che ci sono pure quelle.
Qualche giorno fa ho ricevuto una mail dallo staff di DoveConviene.it, che mi comunicava gioiosamente che il traguardo dei 1000 alberi è stato raggiunto e che si conta di doppiarlo entro il 30 Settembre! Non è fantastico?
… Se non sapete di cosa io stia parlando, vi rimando a questo vecchio post. E a quest'altro. Che ne dite, gliela si dà una mano?
… eddai, è gratis.

sabato 9 giugno 2012

Tirocinio in biblioteca, progettino, catena di lettura, K.lit e chi più ne ha...


Uno penserebbe che alzarsi presto dovrebbe automaticamente portare a un più alto livello di produttività. Io ormai mi alzo di default alle 7 e in teoria, essendo che Sabato la biblioteca apre solo di pomeriggio, dovrei avere tutta una mattinata da dedicare al blog, alla scrittura, alla lettura, al progetto che ho proposto giust'appunto in biblioteca.
No. Che siate dannati, Facebook, Youtube, programmi amorfizzanti su Sky e Tumblr. Mi avete succhiato via tutta la mattina e sono già rimbambita nonostante io non abbia fatto alcuno sforzo mentale né produttivo. Cavolo.
Ma mi sforzerò di fare del mio meglio in questo post. E lo farò col metodo più semplice, andando per punti.

PROGETTO IN BIBLIOTECA

Yeee! Perché una non è che può andare a fare uno stage in biblioteca e limitarsi al prestito, alla catalogazione, all'inventario etc, no? Non si può. Complichiamoci la vita ma facciamolo con brio! E allora l'altro giorno mi sono recata gioiosamente dal direttore che sta in Comune e gli ho spiegato del mini-progettino che avevo in mente. Lui ha subito accolto l'idea con entusiasmo e io sono tornata saltellando in biblioteca, scoprendo che il ragazzino demente che prende ripetizioni aveva attaccato un cartello alla porta con scritto che saremmo stati chiusi tutto il giorno per ferie. Un metodo assai astuto per evitare le ripetizioni pomeridiane.
Io prima o poi gli immergo la testa nel cesso.
Ma andiamo avanti con l'esplicare il progetto.
Consta nell'analizzare, tramite la compilazione di mini-questionari anonimi, come e perché i mini-lettori (alias bambini) scelgono un dato libro al posto di un altro. L'idea iniziale era questa. Prendere possesso della bacheca nella Sala Ragazzi, dividerla per settori generici ed esplicarli con cartelloni colorati – che c'ho messo anche un pomeriggio a farli, ma vabè – e trarre le dovute conclusioni.
Il problema è che la suddetta biblioteca è quasi orfana di bambini. La frequentano soprattutto universitari per studiare – e mai che prendano in prestito qualcosa, sigh – e allegri pensionati. Ho pensato quindi di ampliare la ricerca alla differenziazione della scelta tra bambino che prende un libro autonomamente e un parente che glielo porta. Ma anche così, il materiale rischia di essere poco...
Quindi! Che ne direste di darmi una mano? Se potete, ovviamente. Se avete fratellini, sorelline, nipotini, figli, figli di amici e quant'altro, sarei lieta se faceste loro compilare un piiiiiccolo questionario con queste domande:
  1. Età?
  2. Maschio o femmina?
  3. Che libro hai scelto?
  4. Come mai?
E bon.
Oh, poi ho pensato anche di tentare la tattica dell'Infamia. Tempo fa avevo letto sul sito del K.Lit di una professoressa che riusciva a far leggere spontaneamente i propri studenti vietando loro determinati libri. Appendeva una lista di libri disprezzabili, assolutamente da non leggere e li sfidava a farlo. Giustamente, loro andavano a leggerli e poi glielo riferivano tutti fieri e ribelli. E lei si fingeva offesa. Cioè, geniale.
Volevo provare pure io a piazzare una Lista dell'Infamia accanto alla bacheca e vedere come va. Si sa mai, magari funziona...

200 FOLLOWER!

No, non sono ancora 200. Però ci stiamo avvicinando lentamente e l'idea della catena di lettura continua ad entusiasmarmi. Sapete, io mando un libro a un blogger, quel blogger lo manda a un altro blogger e via così. L'idea mi piace. Assai. Che ne pensate?

FESTIVAL DEI BLOG LETTERARI, K.LIT

Ne avevo già parlato vagamente qualche tempo fa, ora è uscito il programma ufficiale e... onestamente, sbavo. Scaricatelo da questa pagina e date un'occhiata, le tavole rotonde sono interessantissime, partecipano editor, blogger, giornalisti... Ancora non ho deciso se andarci o meno, in teoria in caso dovrei anche cominciare a organizzarmi... ma se abitate da quelle parti, cribbio, fiondatevici.

mercoledì 6 giugno 2012

Pastorale Americana - Philip Roth

Mi faccio sempre un'idea di un libro, prima ancora di averlo tra le mani, basata su chi me l'ha consigliato o dove ne ho sentito parlare. Ultimamente sbaglio piuttosto spesso. Pastorale Americana di Philip Roth, edito da Einaudi nel 1998. Credevo che mi sarei trovata a leggere un pulp violento, volgare e rocambolesco, lunghi viaggi in macchina, bettole fatiscenti piene di bifolchi ubriachi, risse e prostitute. Invece no, proprio no.
Inizia in prima persona, con le riflessioni di Skip, uno scrittore affermato, sullo Svedese. Che non era affatto svedese, ma ebreo come lui. Il vero nome era Seymour Levov e frequentava la sua stessa scuola a Newark decenni prima del momento in cui Skip decide di scriverne. È un inizio strano, staccato dal resto, una cornice che viene praticamente dimenticata e di cui non si fa più cenno, al punto che verrebbe da chiedersi perché Roth abbia sentito il bisogno d'inserirla. Credo che sia stato per darci un'idea più precisa della figura dello Svedese, vero protagonista del romanzo, visto da fuori. Alto, biondo, eroico. Eccelso negli sport, brillante nello studio, umile e cortese. Quasi schiavo dell'idolatria di cui è oggetto, eppure non schiacciato né succube. Skip ce lo racconta coi suoi occhi adolescenti pieni di ammirazione e noi possiamo farcene un'idea da Super-man privo di poteri, un grumo di virtù a forma d'uomo. È difficile inquadrare lo Svedese, prima della seconda parte. Ma poi arriva.
Skip incontra il fratello dello Svedese, Jerry Levov, chirurgo affermato, presuntuoso e sorridente, durante una riunione degli alunni delle superiori. Gli racconta che lo Svedese è morto pochi mesi prima e subito dopo gli rivela quel segreto che aleggiava sulle labbra stesse dello Svedese quando, pochi mesi prima, aveva voluto incontrare Skip con una scusa. La bomba piazzata dalla figlia Merry in un emporio quando la ragazza aveva appena sedici anni, la bomba che ha ucciso un medico della città e che ha distrutto la vita tranquilla e beata di un'intera famiglia.
Si comincia dalla fine, dalla morte di Seymour lo Svedese, per poi andare indietro nel tempo, saltando di anno in anno, dall'infanzia all'adolescenza, poi di nuovo all'infanzia e poi un nuovo balzo in avanti. Collegamenti logici lievi che trasportano da un capo all'altro dei ricordi e delle riflessioni di Seymour, dalla sua giovinezza a quella della figlia, dalla prima moglie Dawn al padre severo e duramente giusto. La vita di Seymour, i suoi ideali, le sue convinzioni, i suoi continui sforzi per guarire la balbuzie della figlia e per tirare la moglie fuori dal baratro dopo la bomba.
È un romanzo trascinante, avvolgente e intenso. Soprattutto intenso. Passato il primo capitolo, un po' claudicante, sono giunta alla fine della parte di Skip e da lì in poi è stata una corsa, un forsennato girare di pagine, un continuo gettare occhiate al libro quando non lo tenevo tra le mani. Leggerlo mi lasciava svuotata, con l'animo tremolante e gli occhi vacui. Non ero più dalla mia amica a Reggio Emilia, ero in America, a Newark. E non ero nemmeno più io, non osservavo più il mondo con i miei occhi, ma con quelli di Merry, di Seymour, di Jerry, di Dawn... il mondo intorno inghiottito dalla Pastorale Americana, camminavo più sulle pagine che sull'asfalto.
Non ho molto altro da aggiungere, avendo deciso di far calare un velo di discrezione su considerazioni economiche e politiche che sono tutte mie – e soprattutto, avrebbe senso mettersi a battibeccare sul ritratto della classe imprenditoriale di un romanzo che è stato scritto quindici anni fa? - quindi mi limito a consigliarvelo con tutto il cuore, laddove questo libro si è impiantato con chiodi e Vinavil.

lunedì 4 giugno 2012

Nei panni di una bibliotecaria - 2


Punti salienti della giornata in biblioteca:

  1. La signora che mi ha ringraziata per i consigli – finalmente ce l'ho fatta, a farmi ascoltare! - e mi ha definita 'tanto gentile e con modi tanto carini'. Le ho consigliato 'Un calcio in bocca fa miracoli' di Marco Presta, per dire. L'avevo appena finito e riposto nella bacheca e vi grido che merita, merita tantissimo.
  2. Il bambino allegro e saltellante del mattino, con gli occhi tutti luccicosi alla prospettiva di prendere un libro e la bocca piena di quesiti strani.
  3. Le due sorelle diverse. La maggiore tutta spocchia, pareva averci fatto un favore ad entrare, naso all'insù e posa da ballerina. La più piccola cicciottina e vivace, che quando la madre le ha chiesto se volesse prendere qualcosa le ha sorriso un 'Sì!' felicissimo.
  4. Il professore matto. No, davvero. Una lunga filippica sulla melanconia di un pittore tedesco, Durer, motivata dal fatto che 'Poteva venirmi utile alla maturità'. Professore, mi hai calato l'età di tipo sei anni e io per questo ti consentirò di filippicarmi ulteriormente.
  5. La ragione per cui non darò mai lezioni private. Un ragazzino a prendere ripetizioni di matematica e storia. O il ragazzo che era con lui che prendeva lezioni di zen, non saprei. Maleducato, stupido, sfacciato. L'avrei preso a ceffoni fino a spellarmi le mani.
  6. Quando sono andata a mettere a posto alcuni libri nella sala di libri per ragazzi – l'unica in cui i libri siano esposti al pubblico, anche se con un sistema organizzativo che mi sfugge e mi confonde – ho infilato tre libri di quelli belli nella bacheca. Giustizia è fatta.
  7. Entrare nel magazzino e inspirare a pieni polmoni. Mi sento come un alcolizzato in una distilleria.

A parte questo, ieri ho finito di leggere 'Pastorale Americana' di Roth, che mi ha colpita, spiazzata e riempita. Vorrei scriverne una recensione, ma al momento sono davvero stanca. Il mio programmone per la serata consiste nel farmi il bagno e andare a letto prima delle 22. La vida loca, no?


sabato 2 giugno 2012

Nei panni di una bibliotecaria


Gioiosa e riposata, m'accingo a narrarvi quanto è avvenuto ieri, durante il mio primo giorno di tirocinio in biblioteca. Devo dire che è andato tutto bene, né meglio né peggio di quanto mi aspettassi. Tutto normale. Ammetto che non mi aspettavo di uscire dalla biblioteca così stanca e mentalmente distrutta. È evidente che non sono più abituata a un impegno di 8 ore, seppure non consecutive. Devo riprenderci un po' la mano, via.
Ordunque! Appena giunta, due chiacchiere e via a insegnarmi a catalogare i libri, poi a registrarli sul catalogo online o importarne le schede da altre biblioteche. Ammetto che il mattino è stato pesante, visto che veniva poca gente, eravamo in tanti – e quindi io non avevo granchè da fare – e il caffè della colazione non aveva sortito alcun effetto sulle mie palpebre, che imperterrite continuavano a cascare.
Poi è arrivato il pomeriggio e qui schematizzo i punti salienti.
  1. Sicuramente al primo posto la ragazzina – almeno, credo che fosse una ragazzina. Parlava come se non avesse più di sedici-diciassette anni, eppure aveva un viso tale che non riuscivo a darle un'età precisa... - che giunge chiedendo a me e alla bibliotecaria rimasta se c'era qualcosa sul romanzo gotico. Qualsiasi cosa. Dopo qualche domanda, ammette che le serve per fare ricerca per una storia che vuole scrivere. E quello che dice dopo mi fa sorridere tantissimo. Un romanzo con lei e la migliore amica come protagoniste, ambientato nella città in cui ci trovavamo, però con varie creature magiche, dai vampiri alle fate. La tenerezza che mi ha fatto quando ha detto che c'avrebbe pensato lei, a far rinascere il fantasy in Italia... mi sono detta 'Allora è questa la faccia che hanno gli aspiranti-scrittori-ultra-convinti'. Che poi era anche simpatica, eh.
  2. Un tizio che mi ha fatto ghignare fin da quando è entrato. E spero, spero davvero tanto che non se ne sia accorto. Sembrava un mini-industriale. Cioè, doveva avere circa vent'anni, ma era vestito come suo nonno borghese. Un completo chiaro, con la camicia impeccabile. Mi è venuto a chiedere, porgendomi un foglietto tutto compunto, 'Signorina, cortesemente vorrei prendere questo libro in prestito'. Io mi sono alzata dicendogli che gliel'avrei cercato subito e mi sono messa a sghignazzare appena ho potuto voltargli le spalle. Non sembrava neanche vero, era come trovarsi davanti ad una parodia!
  3. Il nonno orgoglioso con la bambina di sei anni che è venuta a farsi fare la tessera. Forza, Signor Nonno, deviala verso la lettura! Forza!
L'unica cosa che proprio non riesce a piacermi di questa biblioteca è il modo in cui sono regolati i prestiti... voglio dire, ho già detto che il magazzino non è accessibile se non dai bibliotecari o proprio dai 'fidatissimi'. Durante la giornata sono arrivate diverse persone a restituire prestiti e a chiedere consiglio su cos'altro prendere. Ecco, la bibliotecaria suggeriva solo titoli esposti nella bacheca. Ma c'è un magazzino pieno! Perché non suggerirle libri dello stesso autore? O che trattano argomenti simili? Invece no, sempre la bacheca. Ammetto che ho cercato d'intrufolarmi nella conversazione un paio di volte, per indirizzare l'avventore verso titoli che secondo me potevano confacerglisi... però non sono stata ascoltata, uffa. Ma non mi arrendo. Riuscirò a consigliare libri anche ai più affezionati della bacheca, dovesse essere l'ultima cosa che faccio (in biblioteca)!
E devo dire che mi ha stupito vedere quanti ragazzi vengano ancora a fare ricerche in biblioteca. Ammetto che la prima cosa che mi veniva da consigliargli era 'Google', ma con la bibliotecaria affianco non mi sono arrischiata. Mah.
Frattanto, leggo con estrema soddisfazione 'Pastorale Americana' e fuggo a prepararmi lo zaino, che questo pomeriggio vado a festeggiare il compleanno di un amico a Reggio Emilia. Onestamente mi tremano un po' le vene ai polsi, ma vabé.
E nonostante io non mi senta proprio in linea coi festeggiamenti – più che altro, ma che siamo, una dittatura militare, che c'abbiamo bisogno di una parata per celebrare l'Italia? - buona Festa della Repubblica.