domenica 17 marzo 2013

La donna nel libro - Dubbi, esempi negativi, arrovellamenti sterili

Lo so che la Giornata Internazionale della Donna è stata un bel po' di giorni fa, ma questa 'cosa' mi è venuta in mente ieri. E poi l'8 Marzo vi ho propinato un post abbondantemente inutile, un mero elenco di personaggi femminili. Quello di cui mi piacerebbe discutere oggi è come un continuo a rovescio di quel post, perché ci sono due risposte che cozzano nella mia testa. E quando capita, di solito le riporto qui, così qualcuno mi aiuta a sbrogliarle.
Partiamo dal presupposto che da diversi anni sono tanti i media che si impegnano per la costruzione di un modello femminile forte e ammirevole, soprattutto per le bambine. Ci sono anche quelli che prenderei a randellate da quanto sono orrendamente diseducativi, ma c'è anche chi, conscio del proprio potere sulle menti fanciullesche, fa del proprio meglio per promuovere qualcosa di buono. Quant'è che la Disney ci mostra eroine indipendenti e volenterose? Io non dimenticherò mai di quando ho visto Mulan al cinema, gli occhi sbarrati mentre tornavamo lentamente alla macchina. In barba a chi dice che i cartoni non influenzano, sappiate che ho desiderato di fare il soldato fino al primo anno delle superiori, quando è stato chiaro che non avrei mai e poi mai raggiunto l'altezza minima richiesta. A posteriori, direi che è andata bene, il meccanismo mentale volpe-uva mi ha resa adeguatamente pacifista.
Ma torniamo ai lungometraggi Disney, che sembro un anzianino che divaga raccontando di una visita dal medico.
Mulan. Pocahontas. Belle. Megara. La capitana-gatto di Il Pianeta del Tesoro. Va bene che ci sono state anche le varie Cenerentole, Aurore e quant'altro, ma si parla di film assai antecedenti al primo reggiseno bruciato, via. E poi vengono da favole lontane, mica le si poteva cambiare granché.
E non è soltanto la Disney (e Pixar, con la recente Merida), ma anche la Dreamworks. Fiona di Shrek. La giornalista di Megamind, Astrid di Dragon Trainer.
Il fatto è che questo impegno nel presentare quasi esclusivamente personaggi femminili di un certo impatto e di una certa forza, magari con le loro pecche caratteriali, ma sempre fondamentalmente indipendenti, è stato condiviso dal mondo dei libri, fino a un certo punto. E poi qualcosa si è interrotto e il 'mondo dei libri' è stato invaso da fanciulle in pericolo, incapaci di muovere un solo passo senza essere sorrette.
Non so se sono io a vedere una prima sbandata in Bella di Twilight o se la cosa è cominciata prima senza che me ne rendessi conto. Però credo che una certa legittimazione al 'personaggio-femminile-debole' sia stata data dalla saga della Meyer. È come se una marea di autrici dopo di lei si fossero dette 'Ma che, si può fare?' per poi cominciare a darci dentro, a sciancare il carattere e la personalità delle loro protagoniste femminili.
Finalmente è il momento di svelare da dove mi sia nato questo dilemma. Ieri stavo girellando per blog, quando mi è comparsa davanti agli occhi l'anteprima The Selection uscito pochi giorni fa per la Sperling&Kupfer. La copertina non era malaccio, perciò sono andata a dare un'occhiata alla trama, che mi ha lasciata sbalordita. Ve la riporto pari pari, eh.

''In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l’erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l’occasione di una vita. L’opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l’ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l’unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un’esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...''



Cioè, wow. Chi non sogna una storia d'amore con uno che va a scegliersi la compagna come un ristoratore al banco del pesce? E non dimentichiamoci che il denaro del PRINCIPE Maxon compare con molta poca romanticheria nella lista dei 'pro'.
Il mio dilemma è questo: va bene così?
Certo, ognuno è liberissimo di leggere quello che vuole, è così che deve assolutamente essere. Se questo genere di storie viene letto, vuol dire che c'era qualcuno che le aspettava, no?
Ma magari c'è anche qualche nazista dell'Illinois (citazione coltissima) che non aspetta altro che un bel libro in cui i neri vengono descritti come selvaggi, che dia ragione alle sue teorie malate. O un libro storico-revisionista che rappresenti Hitler come un baffuto e simpatico agente segreto che, ben prima di iniziare la sua corsa al massacro, ha scoperto le carte che svelavano il tremendo piano ordito dagli ebrei ai danni della Germania.
Non lo so, davvero. Forse la cosa mi indispone perché sono sempre solita cercare conforto e risposte nei libri, quindi vederne che riportano delle caratterizzazioni così sballate e sibilanti mi fa paura, temo che qualcuno possa finire per cercarvi risposte che potrebbero rivelarsi deleterie. Tremo al pensiero di una che vede romantico il controllo ossessivo di un ragazzo-stalker perché, deh, Mr. Grey non dimostrava così il proprio ammmore ad Ana?
Lo so che dibatto col nulla, lo so che nulla può vietare una cosa del genere. E non voglio 'vietarla', ripeto. Né intendo giudicare le lettrici che gradiranno il genere. Come ogni tanto mi sento di ripetere, ognuno deve leggere quello che più gli aggrada senza mai vergognarsene. Dagli Harmony a Joyce. Se riesce a non addormentarsi con Joyce.
Voglio solo fare un po' di ordine nella mia testa. È giusto rispettare le inclinazioni di chiunque? O ci vorrebbe un qualche freno? Un freno per modo di dire, un 'No, momento, che sto facendo?', non un 'ALTOLA'! ALZI LA PENNA DAL FOGLIO, PER L'AMORDIDDIO!'.
Sicuramente sono io, quella che dovrebbe mettere un freno ai propri arrovellamenti. Ma sfortunatamente mi è impossibile, quindi... boh?

16 commenti:

  1. oh beh, io sinceramente sono contro le esagerazioni in entrambi i versi: non reggo la fanciulla svenevole che da quando ha formulato il suo primo pensiero sogna il principe azzurro che le risolvi tutti i casini della vita, aiutandola in tutto e per tutto, la pallidina affranta dall'amore che chiede solo un uomo bello, figo, servile e pieno di soldi che le regali la vita da sogno in stile favola.
    ma per favore.
    ma sinceramente mi sta altrettanto sui nervi la cosiddetta donna con le palle, quella cazzuta stile rambo che gli uomini li macina e non mi serve nessuno, io so badare a me stessa, il reggiseno lo brucio e i capelli me li raso ché la dobbiamo finire con questa minchiata delle femmine.
    altro ma per favore.

    se c'è una cosa che mi piace, nei personaggi femminili di qualsiasi storia, è quando riescono ad essere realistici ed equilibrati.
    sinceramente, un ragazzo su cui fare affidamento, una persona seria e responsabile, chi è che non la vuole accanto? e non per questo bisogna vederlo come la bombola dell'ossigeno senza la quale non si può vivere.
    e mi piacciono anche le donne forti e indipendenti, purché non diventino maschi in gonnella, anche perché ho una sincera ammirazione per mamme, nonne e tutta quella sfilza di animali da coccole e protezione che ricamano asciugamani, cuociono torte, fanno centrini all'uncinetto e magari hanno anche una carriera fantastica, amano il marito, adorano i figli e sanno crescerli in modo sano (sopratutto mentalmente).

    facciamo che eliminiamo le due esagerazioni della fanciulla svenevole e di quella con il pene e ci teniamo la donna vera, quella che è femmina in tutti i sensi, con la sua dolcezza, le sue fragilità e nel frattempo la sua forza che gli uomini si sognano.
    femmina è contraddizione, è tutto insieme, è quello che serve quando serve. ed è questo che mi piace delle donne. ed il femminismo (e sono una forte sostenitrice della teoria) dovrebbe mirare a riconoscere le peculiarità della donna, non tentare di farla somigliare a un uomo il più possibile!

    ops, pardon lo sfogo! XD è colpa tua che hai scritto un bel post! XD ♥

    RispondiElimina
  2. Trovo questo post straordinario, ma non sapevo come esprimerlo.. Poi ho letto il commento di Claclina e niente, non ho altro da aggiungere! Chapeau ad entrambe!!!

    Anyway: ultimamente il trend della donna inutile e totalmente incapace di alzare la testa e 'combattere' sta dilagando come la peste.. Ma io sono fiduciosa: PASSERA'! Come è (Quasi) passato il fenomeno Twilight, il fenomeno 'altre creature sovrannaturali'.. Ora stiamo alla fase erotica/donna inutile.. Chissà che ci riserva il futuro! :D

    RispondiElimina
  3. Il punto è -cara Leggivendola- che no, non si può mettere un freno a quanto viene scritto, come non si può mettere un freno a veline, olgettine, mubaracchine. E' un fenomeno del momento, questo della donna-oggetto? forse...o forse il filone esiste e resiste in maniera più o meno sotterranea, riemerge o si nasconde a seconda delle condizioni storiche. La letteratura ci racconta la vita, ed è quindi anche fatta di contrasti, di donne "toste" (per favore, almeno noi donne smettiamo di attribuirci testicoli e barbe per indicare forza e durezza?) e di donne che scelgono vie semplici e lastricate di fruste e lenzuola.
    La Disney ci disegna a misura di quel che vorremmo e dovremmo essere, anch'io ho amato Mulan a suo tempo come ora ho amato Merinda, ma non tutti ci vorrebbero così, libere, indipendenti, ribelli persino. E alla fine della storia -almeno nel mio mondo- non c'è sempre una famiglia o una società che ci aprono le braccia accettandoci per come siamo, libere, indipendenti, ribelli soprattutto. Ecco, la letteratura ci racconta queste contraddizioni: a noi soltanto di scegliere quali inclinazioni seguire, con in aggiunta un piccolo "onere" che è anche un privilegio. Parlarne agli altri, consigliare la lettura di questo o quel libro, creare curiosità, interesse, inclinazione. E qualche arrovellamento, anche. Non fa mica male.

    RispondiElimina
  4. Straordinario questo post! (sono quasi caduta dal divano ridendo al punto "in barba a chi dice che i cartoni non influenzano, sappiate che ho desiderato di fare il soldato fino al primo anno delle superiori, quando è stato chiaro che non avrei mai e poi mai raggiunto l'altezza minima richiesta. A posteriori, direi che è andata bene, il meccanismo mentale volpe-uva mi ha resa adeguatamente pacifista") ehehehe :)
    Poi ho cominciato a riflettere, perché è un argomento che mi interessa molto, e il genere è il mio preferito (quello in cui si parla di donne). E in più sono disneyana, pixariana e un esempio reale quasi-perfetto di quello che dice claclina. Direi che i due commenti qua sopra hanno detto tutto..via di mezzo. Non una donna che passa la vita a cercare il principe che gliela sistemi, né la donna-Rambo. Una reale. Io ad es. sono indipendente da anni, vivo da me, lavoro, mi mantengo gli studi, inseguo il lavoro dei miei sogni e viaggio da sola e con le amiche. Ma sono attaccata alla famiglia e cerco l'amore. Per vivere quello che già sto vivendo, ma con a fianco una compagnia che sia di vita e di viaggi. Non uno che si prenda carico di me, e mi mantenga. Per carità.
    Ed è vero, secondo me, quello che dice Serena, sono fenomeni in serie, ora c'è quello erotico, prima c'è stato quello della tormentata Bella che trova un senso di vita in un vampiro (ma comunque non mi sembra una donna debole lei, no? Almeno dai film, la conosco da quelli e non dai libri.. mi sembra un po' inquieta, ma decide cosa vuole e non la si smuove), prima ancora le donne che trovavano le risposte a tutto nelle ricette di cucina, ricordate??
    In un momento di crisi come questo ;) probabilmente molte donne vogliono sentirsi protette dall'uomo, l'importante è che si continui a raccontare di noi..e avanti il prossimo fenomeno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. p.s. ti ringrazio tanto per il tuo bel commento e sostegno :)

      Elimina
  5. Claclina: ... sai che Rambo è stato uno dei miei soprannomi? ^^' Io in realtà... beh, credo di essere adeguatamente fornita di gonadi. Non credo alle differenze imprescindibili tra uomo e donna, le considero perlopiù una questione culturale e ambientale. Il fatto è che vedo come sono cresciuta io, a forza di Dragon Ball e Tartarughe Ninja e... boh, sarei stata diversa se mi avessero cresciuta a Barbie e Cicciobello. Cioè, ho avuto anche quelli, ma non 'solo' quelli. O forse il fatto è che ognuno nasce con un suo carattere che poi andrà smussato o indirizzato nel tempo.
    Comunque credo che siano diversi modi di vivere il proprio essere 'donna'. Più che altro l'importante è poterlo fare, ecco. E su questo sicuramente siamo d'accordo xD

    Serena: Ma grazie ;__;
    Uhm... io non so se passerà. Anzi, credo che stia in un certo senso peggiorando. Cioè, prima c'è stata Bella, poi Ana e poi questo. E' come un crescendo di 'svendita' e assoggettamento. Non so. Non sono molto ottimista ò_ò

    Francesca: Eh, di certo non lo si può arginare né impedire. Mi chiedo anche se varrebbe la pena farlo, e credo proprio di no. Neanche lo vorrei fare, dopotutto se c'è chi li legge, buon per loro. Però... mah.
    Uhm. Il fatto è che io non credo che dovremmo tutte volere la stessa cosa, ognuna dovrebbe seguire le proprie inclinazioni personali. Però bisogna poterlo fare. Ma qui si sta trascendendo xD

    Eleonora: Grazie T_T
    ... uhm. Ma perché una donna non può essere Rambo? Io sono una donna Rambo ;__; Cioè... se mi comporto seguendo il mio, coff, cialtronissimo e allegro carattere smetto di essere donna? Non lo dico come se mi stessi attaccando, sia chiaro, è che sono curiosa di sapere cosa secondo te è definibile 'donna'. Cioè, dov'è il confine? Se c'è un confine.
    ... sorry, adesso finisco per fare arrovellare anche te xD
    Mi piace, comunque, il tuo modo di essere donna. Invidio la tua indipendenza, non vedo l'ora di poter dire lo stesso di me T_T

    RispondiElimina
  6. Una bella proposta di arrovellamento, francamente non so cosa risponderti. Io in generale sono per la libertà di pensiero, quindi anche di avere pensieri stupidi, perciò la mia risposta dovrebbe essere: sì, secondo me è giusto rispettare le inclinazioni di chiunque. Però certo certe trame mi mettono n po' tristezza!
    Però a mio parere se una ragazza trova romantico essere scelta dal proprio "amore" tramite un reality, lo pensava già prima, ed è per questo che si è letta il libro. Sì, sono parecchio pessimista sull'argomento, ma è che spessissimo mi trovo a dover fare i conti con una visione della donna, o più in geberale della differenza di genere, veramente da trogloditi, che mi fa pensare che questo genere di libri sia solo una conseguenza di un grosso problema a priori, per cui non me la riesco a prendere tanto con loro e chi li scrive.

    Comunque, passando ad argomenti un po' più allegri: ho colto la tua citazione colta! :)

    RispondiElimina
  7. Una citazione colta è colta per definizione? Ah, l'ambiguità dell'italico idioma...

    Comunque no, niente sbarramenti. Ma nulla vieta a te di mettere in luce situazioni fastidiose, come a suo tempo hai fatto col povero Vance - e, ok, erano altri tempi! Del resto, dopo le sfumature la stanghetta di quanto le donne (e ragazze) sono disposte a sopportare sembra si sia alzata e di parecchio!

    RispondiElimina
  8. Phoebes: Uhm. Beh, sicuramente non c'è da prendersela con chi scrive certe cose, né tanto meno con chi le legge. Vero, il 'problema' è a monte, però non riesco a non pensare che dopotutto i libri costituiscono, in quanto veicolo 'culturale' una sorta di legittimazione. O almeno, certi libri. Cioè, leggere un qualcosa in un Harmony sarebbe diverso che leggerlo in un, chessò, Longanesi. Un po' come guardare un servizio su Voyager o su Superquark ò_ò Più che altro è questo il mio dilemma.
    (Lieta di sapere che non è caduta nel vuoto xD)

    Salomon: Dipende dalla citazione stessa u_ù
    Beh, quella di Vance era troppo, dai xD Mancavano solo le sacerdotesse cattive che bruciavano i reggiseni...
    Ecco, è la stanghetta che mi preoccupa ò_ò O meglio, se la stanghetta della sopportazione si sposterà dal libro alla realtà. Mi è stato riferito di conoscenze collaterali che hanno fatto paralleli inquietanti tra il comportamento di Mr Grey (brrr) e il marito °__°

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se l'uomo modello Mr Grey ha successo, e non dubito che in alcuni casi lo abbia (viste le reazioni), il problema è serio. Ma serio.
      Felice (?) di chiamarmi fuori.
      Fra l'altro ho dovuto cercare chi fosse, questo Grey...

      Elimina
    2. In realtà credo che buona parte della fauna maschile sia piuttosto inorridita di fronte al Mr Grey di turno ò_ò Anzi, mi chiedo come mai nessun fanciullo abbia ancora protestato, visto come vengono rappresentati i personaggi maschili in questo tipo di libri.
      Comunque sì, il fatto che ci sia chi fa dei paralleli con questo genere di rapporti fa veramente venire i brividi.

      Elimina
    3. Io sinceramente non è che sappia proprio cosa faccia Grey, se non che è uno s*****o con la poverella, ma ho il sospetto che i Grey esistano, e non lontano da dove mi trovo in questo momento.

      Elimina
  9. Bel post e bei commenti.
    Anche io sono preoccupata per questa deriva, soprattutto quando penso che i personaggi dei libri e dei cartoni hanno contribuito molto a formare il mio carattere. Penso solo a Piccole Donne o ai libri per ragazzi in genere, senza distinguere però tra personaggi femminili e maschili. Non è solo il modello femminile che fa spesso tristezza, ma pure quello maschile! L'unica cosa che si può fare è consigliare buoni libri e esprimere perplessità o disapprovazione verso certe schifezze :)

    RispondiElimina
  10. Sono completamente d'accordo con te: l'immagine della donna che esce da certi libri è desolante, un essere il cui unico scopo è temporeggiare fino a che non trova l'Amore Della Sua Vita, la cui vità sarà sempre fondamentalmente incompleta se a 16 anni non ha trovato un tizio con cui passare l'eternità e tutto il resto (famiglia, amici, istruzione, guerra, apocalisse) è di secondaria importanza.

    Sulla donna-Rambo: quello che infastidisce me è che spesso, nella narrativa, una donna per essere definita 'donna forte' deve abbandonare tutte le caratteristiche femminili e comportarsi come un maschio. Io lo trovo orribile perchè sembra che il solo modo per dimostrare forza ed indipendenza sia abbandonare il proprio genere ed essere, di base, un maschio d'adozione. Una donna non è forte perchè è una persona forte, ma perchè smette di comportarsi da donna.

    Alla fine questo è uno dei motivi per cui mi piace tanto Terry Pratchett: è uno degli autori più capaci nello scrivere personaggi femminili completi e reali, sopratutto nel ciclo delle streghe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso quotare in toto Katerina?
      Sono pienamente d'accordo con tutti quello che ha detto sulle donne e sui personaggi femminili. Personalmente non amo la definizione di "donna con le palle" (no grazie, quelle non le voglio) ma mi piace la definizione di "donna di carattere". Una donna può essere un personaggio forte, determinato, combattivo e autosufficiente come una sua controparte maschile ma non ha nessun bisogno di diventare un uomo per esserlo. Anzi, per i personaggi femminili la vera vittoria è dimostrarsi forti senza abbandonare la propria identità di genere ^^

      Elimina
  11. Sono del parere che ,una donna " coi controcazzi" (come direbbe la buonanima di Funari) faccia ancora oggi paura agli uomini (almeno una buona fetta di essi) perché sanno già che , una donna indipendente potrebbe stracciarli ,in ogni campo.
    Ancora oggi ,in Italia , ma anche altrove c'è la mentalità che una donna debba per forza avere le spalle "coperte" quando invece non è necessario.
    Hera

    RispondiElimina