mercoledì 7 agosto 2013

È bello ciò che è bello

Ho appena finito di leggere La verità sul caso Harry Quebert e al momento il mio unico pensiero è 'Well played, Dicker', visto che non riesco a trovare un corrispettivo italiano. Sono rimasta scettica a lungo su questo libro e poi alla fine mi sono – in parte – ricreduta. Il problema è che non so come parlarne. Non ho ancora ben chiaro come se ne possa disquisire senza lasciarsi sfuggire un esercito di spoiler.
Ma comunque non ne parlerò oggi.
Oggi mi andava di disquisire di un tema di cui ciacolo spesso ma cui non ho mai dedicato un post, nonostante, ho notato, mi ritrovi spesso a parlarne.
Ora, io ho sempre pensato – o almeno, lo penso da quando ho iniziato a pensarci – che ci fossero diversi modi di guardare ad un prodotto culturale. Anzi, diciamo direttamente 'libro', va', che tanto è lì che voglio andare a parare. Un modo oggettivo e uno soggettivo. Il primo è organizzato in diversi parametri che possono essere trama, sviluppo, personaggi, originalità, stile... cose così. Un po' i tipici aspetti che possono figurare in una scheda di lettura. Misurabili, osservabili, a prescindere dalle nostre interpretazioni.
E poi c'è l'altro 'modo', quello soggettivo, che è quello che io chiamo del 'gradimento'. Ovvero, il piacere o non piacere. Che ci sono anche quelli che, nonostante riconoscano la totale schifiltudine formale di un libro, non possono negare di averlo trovato divertente, stimolante o quello che è. Il brutto che piace, magari. Che poi c'è anche il bello che non piace, ma eviterò di andarmi a impelagare oltre che, domineddio, devo studiare.
E non è che voglio dire che è sbagliato gradire un libro oggettivamente brutto, ai gusti non si comanda. Sarebbe anzi ipocrita negare quanto ci si è emozionati/divertiti con un libro che è piaciuto. Ma mi fa strano che si tenti di difenderlo a tutti i costi, pure quando è visibilmente di bassa lega.
Quello che voglio dire è che secondo me è possibilissimo 'misurare' la qualità di un libro. Se è scritto bene o male, se i personaggi sono credibili e come si relazionano tra loro e con la trama, se la storia è solida o piena di buchi... credo che siano elementi visibilissimi, alla portata di ogni lettore che voglia analizzarli. Non parlo del lato soggettivo, che 'piace quel che piace'. Però non è neanche vero che 'Non è bello quel che è bello, è bello quel che piace'. Cioè, no. Può anche darsi che a piacere sia una boiata.
Eppure, con mio discreto – non grande, ma discreto sì, dai – sconcerto, sono tantissimi a pensarla diversamente. Non che io dia normalmente per scontato di avere ragione, però ammetto che in questo specifico caso non mi è facile avvicinarmi all'altrui punto di vista. Cioè, secondo me è quasi matematico constatare se qualcosa è scritto bene o è scritto male. Ritmo, grammatica, scelta dei termini... sono lì, espliciti, verificabili, fruibili per chiunque. Altrimenti sarebbe impossibile anche solo pensare di dare voti ai temi durante le scuole, o compilare schede di lettura per i manoscritti che arrivano alle case editrici. Voglio dire, se si trattasse solo di 'gusti' non ci sarebbero differenze tra le 50 Sfumature e Orgoglio e Pregiudizio, tra il 'Oggi ho pensato che volevo andare là' e il 'Mi bruciava dentro il desiderio di tornare dove ero stata felice', tra lo stereotipo del bad boy oscuro e figaccione e un Mr. Rochester.
Tra Mozart e Avril Lavigne.
Tra Leonardo e i miei scarabocchi delle elementari.
Non so se la pensiate come me o meno, in ogni caso mi sareste d'immenso aiuto se mi aiutaste a concepire il pensiero opposto, quello secondo cui non è possibile determinare la qualità oggettiva di un'opera.
No, perché io ci sto uscendo scema.

19 commenti:

  1. Certo che non è possibile. Oggettivo (e fino a un certo punto) è ciò che puoi quantificare, misurare, e non cambia se passi il metro a un altro tizio. E' un po' che volevo approdare su questo argomento, chissà...

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    1. E se invece il fattore discriminante fosse il possedere o meno il metro? ò_ò

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    2. La domanda è: tu riesci a produrmi un metro che io consideri valido?

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    3. Ah, non lo so ò_ò
      Però io credo che siano misurabili i seguenti criteri:
      1. stile
      2. personaggi -> costruzione, coerenza, comportamento (anche da un punto di vista psicologico)
      3. originalità
      4. costruzione della trama (cioè come viene attivamente suddivisa e narrata la storia)
      Che a ben pensarci abbiamo usato un metro simile per i 3Narratori ò_ò Cioè, abbiamo disquisito anche del piace/non piace, però abbiamo discusso soprattutto di elementi formali. Dare anche dei voti non significa questo? Poi certo, un margine di errore c'è sempre, soprattutto per quanto riguardava l'originalità... però per il resto ricordo che siamo stati abbastanza concordi nei vari giudizi... o ricordo male? ò_ò
      Non voglio aver ragione per forza, è che proprio non riesco a comprendere l'alternativa °^°

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    4. Oddio, credevo di aver postato ma suppongo di essermelo sognato... Quei criteri, dicevo, sono strutturati, condivisi, sono insomma buoni ma il giudizio rimane la somma di tre pareri squisitamente soggettivi. Io non ho misurato nulla, mi sono limitato a dire quanto un racconto mi era piaciuto nell'ambito di quelle quattro (?) categorie. Se ricordi abbiamo proposto anche il "bonus", che poi è servito a poco, proprio per svincolarci dalla gabbia dei numeri.
      :)

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  2. Io la penso come te. Un libro come Lolita (perdonami, ne prendo uno a caso, e mi soffermo appunto sui libri) è bellissimo e chiunque abbia il coraggio, no, la deficienza di dire che è brutto è un'idiota.

    Di un'opera letteraria riconosciuta come tale, ad esempio Orgoglio e Pregiudizio, mi è lecito dire "non mi piace", ma non posso dire "fa schifo", anche se nei momenti depressi-incazzati mi sfogo urlandolo.

    Esistono libri belli ed esistono libri brutti. E chiunque dotato del senso del bello (Kant potrebbe aiutarci, ma non lo leggo da un po') sa distinguere.

    Harry Potter, per quanto amato, fa cagare, ma c'è chi si ostina a definirlo un capolavoro del fantasy, e non me lo so spiegare, perché è oggettivamente brutto, per me, quindi soggettivo, oddio siamo tornati al punto di partenza... Cavolo, hai tirato fuori un argomento un po' arduo, eh ;)
    Non ti ho aiutata, pardon. Sarà che sono già uscito scemo XD

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    1. Ho annuito fino a Harry Potter. CHE E' MERAVIGLIOSO.
      Ok, tornando umana e togliendomi la furia omicida: secondo quali parametri HP è brutto? Trama? Personaggi? Stile? Costruzione? L'unica cosa che posso - fino a un certo punto - concederti è lo stile, che non è nulla di che, ma neanche malvagio. Non riesco a immaginare secondo quali altri elementi potresti dire che fa cagare ò_ò
      Di Lolita effettivamente non si può negare la bellezza, ma ammetto che l'ho abbandonato più o meno a metà. Sarà che l'argomento mi è ostico, sarà che ero troppo gggiovane quando l'ho provato... però appunto, son gusti. Soggettivi.

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    2. Ci sono storie banali scritte benissimo, e storie belle scritte malissimo.

      Il Signore degli Anelli, ad esempio, è una bella storia, ma è scritta da cani, tanto che le persone che hano letto tutti e tre i libri si contano sulla punta delle dita.

      Harry Potter, invece, è una storia un po' banale, ma scritta magistralmente. Se ad esempio prendi il primo libro e analizzi le prime pagine, non puoi fare a meno di renderti conto della sua perfezione narrativa: con poche parole semplicissime vengono descritti perfettamente i Dursley e Privet Drive, e al contempo vengono accennati al pathos e il mistero che poi caratterizzeranno il resto della storia.
      Poi, nel corso del libro, la narrazione e perfettamente cadenzata, i colpi di scena sono ben distribuiti e i tasselli si mettono a posto poco alla volta. Si percepiscono le stagioni, persino le feste sono ben descritte (come il natale e la pasqua).
      Sì, è vero, forse la trama è un po' stupida, ma in questo caso vale proprio quel che hai detto in questo post: l'obiettività esiste, il libro è obietivamente ben scritto.

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  3. beh, ma poi finisce sempre sul soggettivo. io posso dire per esempio che baricco ha un bellissimo stile, che sa scrivere bene, che crea dei bellissimi personaggi eccetera, e un altro viene a dire che piuttosto preferisce sentir grufolare i maiali.

    come si fa a pensare che tutti quelli che leggono qualcosa riconoscono una buona trama, un buono stile eccetera? io ho letto recensioni di gente che proclamava twilight come la miglior storia d'amore del mondo, scritta divinamente e con dei personaggi splendidi.

    però, anche se so che è inapplicabile, sono d'accordo con te. ci sono cose belle che possono anche non piacere, e ci sono delle boiate oggettive che però amemipiace e amen.

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    1. Beh, effettivamente non credo che tutti abbiano a disposizione, come dire, il metro per misurare la qualità. Definire Twilight la migliore storia d'amore del mondo, come dire... però per me non è così inapplicabile ò_ò

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  4. Guarda, la questione e' difficile. Perche' a me Nabokov, tutto, nulla escluso, fa venire il latte alle ginocchia per non dire il nervoso (e ho studiato russo, coff). All'universita' ovviamento ho dovuto farci i conti, ma per quanto mi riguarda e' il vuoto cosmico nascosto da un'aura di enigma ecc. Pero' per la critica mondiale e' un genio. Pero' ha molti detrattori, non solo me. E allora? e' solo il "senso del bello"?. Non so.
    So che nel caso di Fabio Volo DEVE essre una questione di estetica, perche' non ti puoi rendere conto che sono sempre le solite frasi BANALI che trovi su FB sulla vita e sull'ammmore, eppure persone che conosco e che non sono dei cretini mi dicono di adorarlo. Come e' possibile?
    I promessi sposi: quanti di noi lo hanno maledetto? eppure per me merita tutto l'impegno che ci si dedica a scuola: e' IL romanzo italiano, anche se non e' Guerra e Pace o I miserabili.
    Resistere non serve a niente: ha vinto lo Strega e io ho fatto fatica a finirlo.
    Insomma, cosa vale di piu? il valore universale di un libro o la nostra esperienza personale?
    (Scusa per la lunghezza, mi son fatta prendere)

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    1. Ma a me piacciono i commenti lunghi e argomentati :D

      Ecco, io non credo che sia solo il 'senso del bello', credo che i libri si possano giudicare in modi diversi, uno che va a vedere i fattori formali e verificabili e uno che guarda il gradimento. Non credo che tutti i libri siano giudicabili facilmente come Fabio Volo, anzi. Nabokov è già più incasinato. Io di suo ho provato solo Lolita, lasciato a metà che ancora andavo alle superiori, quindi non saprei.
      Però ad esempio non mi dice nulla Dostoevskij. Che so quanto scrive bene, quanto sia stato innovativo, quanto sono profondi i suoi personaggi e tutto, però non mi... non mi... non mi. Leggo ovunque di lettori incantati da Le notti bianche, io avrei riempito di coppini entrambi i personaggi ò_ò
      Ma il fattore 'coppini' è mio, perché malsopporto un certo tipo di persona (e personaggio) e di scrittura.
      Non so dire quale fattore abbia più valore, sinceramente. Se qualcosa soggettivamente non mi piace finisco per non leggerlo e basta. Però non credo che il valore possa riferirsi solo a questo ò_ò

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    2. troppo difficile... per quanto riguarda Dostoevskij, e' straordinario scoprire che, in realta', nos scrive affatto bene. I suoi traduttori sono degli angeli, dei santi, perche lui, in russo, non scrive bene per nulla, e a quanto pare ogni tanto ci scappa l'errore. Eppure e' un genio. Prova con L'uomo del sottosuolo per iniziare! Oppure prendi coraggio e buttati su Tolstoj del mio cuore!
      A presto!

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  5. E' complicato. Verrebbe da dire che sì, quando una cosa è brutta è oggettivamente brutta, quando una cosa è bella è oggettivamente bella, e questo perché risponde (o meno) a determinati criteri che la rendono tale. Allo stesso tempo, però, quello che per una persona è oggettivamente bello per un'altra può essere oggettivamente brutto, ne deriva perciò che anche l'oggettività finisce con l'essere influenzata dalla soggettività. E questo un po' in tutti i campi. Un appassionato di metal non lo sentirai mai dire che un cantante pop è bravo, quando magari tu analizzi tutta una serie di criteri (voce, ecc) che te lo fanno giudicare tale. Una persona potrebbe rimanere ore in contemplazione di un'opera di arte moderna decantandone le lodi, mentre un'altra potrebbe trovarla oggettivamente brutta e inespressiva.
    E' anche da dire che quando una persona è stonata è oggettivamente stonata, quando una frase è sgrammaticata è oggettivamente sgrammaticata. Tutto sta nello stabilire qual'è il confine tra oggettività e soggettività, obiettivo che purtroppo non è semplice come può sembrare.

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    1. Per essere complicato, è complicato xD
      Però non sono d'accordo con la tua definizione di 'oggettivo'. Se 'oggettivo' è 'oggettivo per qualcuno', diventa 'soggettivo' ò_ò No?
      Guarda, io sono appassionata di metal xD E a tratti pure di quello peso. Però non mi sentirai mai dire che un dato cantante pop, mettiamo Mika che è il primo che mi è venuto in mente, non canta bene soltanto perché non si avvicina ai miei gusti. Così come annuisco innanzi alla tecnica di Haydn senza però poterlo soffrire.
      Credo che il confine tra oggettivo e soggettivo sia molto ampio, in realtà. Non so, è che quando devo giudicare qualcosa di solito tendo a tenere le due cose molto separate ò_ò

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    2. Haha, in realtà sono d'accordo con te. Ma molte volte mi è capitato di definire una cosa oggettivamente bella o brutta e che le persone con cui parlavo la definissero oggettivamente "l'esatto opposto di come l'avevo definita io". E quindi qual è l'oggettivo vero quando entrambe le parti esprimono giudizi opposti ma che definiscono oggettivi?
      Io sono convinta che una cosa possa essere oggettivamente bella o brutta, eppure, per qualche ragione, l'oggettività tende spesso a cambiare da persona a persona.

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    3. Guarda, detto proprio con malagrazia: quando si parla di fattori oggettivi, uno ha ragione e l'altro torto. E' questa la differenza col soggettivo, che non implica 'ragione' o metri di giudizio. Il soggettivo è il 'mi è piaciuto', l'oggettivo 'è' e basta. Poi magari posso anche sbagliare io quando mi capita di giudicare qualcosa, magari interpreto certi indicatori nel modo sbagliato. Però smetto di avere ragione, in quel caso.

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  6. Condivido il tuo discorso.
    Il concetto di "oggettivo" però genera non pochi problemi. Dato che si tratta di un soggetto che giudica l'opera di un altro soggetto... be', direi che l'oggettività non è di questo mondo. Si può ambire a essa e trovare criteri e griglie, ma non la si raggiungerà mai del tutto.

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    1. Oh, salve!
      Uhm. Io credo che l'oggettività assoluta esista, ma che noi facciamo tanta ma tanta fatica ad avvicinarci. Forse è impossibile essere del tutto oggettivi, però quanto meno ci si può avvicinare il più possibile. Poi certe cose sono proprio visibili, tipo grammatica o sintassi et similia.

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