sabato 10 agosto 2013

La verità sul caso Harry Quebert - Joel Dicker

Eh, lo so, ultimamente latito un po'. D'altronde blabla libreria, blabla studio. Non sto a ripetere le solite cose, via.
Allora, La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker, tradotto da Vincenzo Vega (Tarantino, sei tu?) pubblicato a maggio e più o meno uno dei casi letterari estivi.
Vediamo. Chi ha seguito la mia travagliata lettura su Facebook si aspetterà un post altamente critico, forse addirittura una stroncatura. Eppure, non lo so. Ho atteso un paio di giorni dopo aver finito la lettura prima di iniziare a scrivere questo post, nella speranza che i pensieri su questo libro smettessero di vorticare e si solidificassero in una vera e propria opinione. Precisa, magari. Univoca.
E invece, non lo so.
Dunque, la storia. Il protagonista è Marcus Goldman, un tizio di circa trent'anni diventato ricco e famoso dopo la pubblicazione del suo primo romanzo. Vive a New York e fa la classica bella vita dello scrittore. O almeno, vive lo stereotipo della vita fiammante degli scrittori famosi. Donne, alcol, feste. Il problema è che non riesce più a scrivere. Zero, niente di niente, neanche uno squallido abbozzo di trama. Il giorno della consegna si avvicina inesorabilmente e Marcus chiede aiuto al suo amico e mentore dai tempi dell'università, Harry Quebert, scrittore affermatissimo e famosissimo, ultra-rispettato. Volendogli un gran bene, Harry lo accoglie felicemente nella sua villa in un paesino in riva al mare. Solo che, durante la sua vacanzuccia in casa dell'amico, Marcus scopre – non vi dico come, ma tanto non è importante - che Harry ha avuto una storia con una quindicenne decenni prima, quando lui ne aveva trentaquattro. La ragazzina, Nola, è scomparsa lo stesso anno in cui si erano conosciuti. Ne parlano, ne discutono e poi è finita lì.
Peccato che pochi mesi dopo ne venga scoperto il giovine cadavere sepolto nel giardino di Harry. E la trama nel vero senso della parola inizierà a mettersi in moto da lì, dal ritrovamento di Nola. Ovviamente Harry è il primo sospettato, ma Marcus crede in lui e non si dà pace, si trasferisce nella sua villa e inizia a indagare. Vuole scoprire chi sia il vero assassino di Nola, così da poter scagionare l'amico.
E più o meno questo è tutto. Il problema è che sono 770 pagine.
Io di solito adoro i libri lunghi, dalla forma e dal peso di un mattone. Però in questo caso ho trovato che 770 pagine fossero davvero troppe, ingiustificate. Ci sono stati punti in cui mi sono annoiata parecchio, devo dire. Mi è piaciuto molto l'inizio, quello scorcio di vita di Marcus e poi ho adorato il finale. Le ultime 150/200 pagine sono assurde, una vera corsa, non ci si sente neanche voltare pagina. Però il resto, ecco...
Un altro problema che ho avuto col libro è che Nola ha quindici anni. QUINDICI. Ergo, è una ragazzina. Ergo, il tizio che l'autore descrive con tanto affetto, come un signore gentile e tormentato, quasi accusando di isteria e moralismo qua e là i personaggi che si scandalizzano, ha dei seri problemi. Punto. Non ci sono mezze misure, non ci sono se e ma. Il mio problema non è il tema, quanto il modo in cui è affrontato. Ci sono vari personaggi che difendono Quebert e credo che l'autore abbia dato loro il compito di diffondere il suo pensiero. E questo cristoddio mi dà fastidio.
Un altro problema è il modo in cui la vivono, questa grande storia d'ammmore. Perché non è 'amore', è proprio 'ammmore'. Non parlano d'altro, i loro dialoghi sono insopportabili e improponibili, una sequela di 'Mi ami?', 'Ti amo!', 'Un giorno saremo felici!', 'Stobbène solo con tè!' e via dicendo. Davvero, mai una volta che si sognino di cambiare argomento. Ora, io ammetto di essere romantica quanto un triceratopo, ma santoddio, non li si può leggere.
C'è anche da dire che un certo punto mi sono chiesta se anzi Dicker non avesse fatto uso del mio fastidio consapevolmente e volontariamente, per spostare la mia attenzione da altri elementi. Alla fine mi sono chiesta quanto Dicker avesse giocato con la mia testa, fino a che punto sia riuscito a manovrare i miei ingranaggi, quanto abbia instradato i miei tentativi di risolvere il mistero... e sinceramente non lo so. Però mi viene da pensare che sia stato molto, molto abile.
Il lato giallo invece è stato, secondo me, gestito proprio bene. Certo, l'assassino l'ho indovinato subito, alla sua seconda apparizione. Però credo che avrei potuto dirlo per quasi metà dei personaggi. Il libro inizia quasi con una certezza, poi è un fiume di moventi, al punto che abbiamo l'imbarazzo della scelta. E fino all'ultimo non siamo sicuri di chi sia stato né del perché l'abbia fatto. Ecco, da questo punto di vista Dicker è stato proprio bravo. Anche se ho ancora un appunto da fare alle indagini di Marcus. Cioè, è troppo facile, filano troppo lisce. Non esiste che gli si spiattelli tutto davanti così, dai.
Quindi concludo dicendovi che sì, è un libro che sono lieta di aver letto e terminato, almeno per il lato 'giallo' e per come Dicker mi ha sconquassato il cervello. Perché il finale è davvero una sorpresa. Però allo stesso tempo non posso negare la noia provata in certi punti. E ammetto che i personaggi non mi sono proprio piaciuti, anzi.
Beh, non so che altro aggiungere. Però se l'avete letto mi dite cosa ne pensate? Visto che è chiaro che nemmeno io dopotutto so cosa pensarne...

32 commenti:

  1. Non l'ho letto, ma si sta facendo strana. L'altra settimana ne parlavano anche in ufficio... cosa mai successo per libri non scritti da Fabio Volo.
    No, seriamente.
    È un indubbio salto di qualità.
    Ciononostante, il numero di pagine e il fatto che ho già ricominciato ad acquistare più libri di quanti riesca a smaltirne, mi terranno lontano da questo libro.

    ... ma la pubblicità sulla copertina francese? Era finito il budget per sponsorizzare anche la Bompiani?

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    1. Ce l'aveva in spiaggia ieri una tizia xD
      Guarda, secondo me non è una lettura 'fondamentale'. Per buona parte non è neanche piacevole. Però merita per come è costruita, dai ù_ù Gliene do atto.

      (La copertina francese è... è... è.)

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  2. Secondo me, il miglior libro dell'anno. Intelligente, spiazzante, colto (ricchissimo di citazioni), scritto da Dio e, ciò che non guasta,debordante di colpi di scena.

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    1. ... per me proprio no xD
      Spiazzante sì, colto non saprei... scritto bene, mah. Se parliamo di come è stato costruito e assemblato, sono d'accordo. Se parliamo dello stile non mi è sembrato nulla di particolarmente eccelso. Non male, ma niente di speciale.

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  3. La parte gialla è davvero ben curata, la storia d'amore è un pò prolissa come hai detto tu :) per me promosso a pieni voti...

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    1. Io ho promosso a pieni voti solo la parte gialla, devo dire. Per il resto raggiunge la sufficienza... a parte la storia d'ammmore che è urfidissima. Non è il fatto che è prolissa, anzi, è il fatto che sono due tizi la cui interazione e i cui dialoghi sono sempre uguali, sempre riducibili a loro stessi ò_ò

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  4. Il brutto ;) è che questi bestsellers declamati e con questi bei titoli e di 700 pagine ti viene sempre l'urgenza di leggerli.
    E poi quasi (quasi!) sempre non sono all'altezza della situazione perché in fondo sono bestsellers e per una legge scientificamente provata (da me :P ) ti aspetti sempre troppo.
    E sono polemica. Lo so.
    E' il caldo e l'orario assurdo della biblioteca che combacia perfettamente con il mio orario d'ufficio (ma poi: lo avranno?) e 19,50 euro!
    Se ne approfittano?

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    1. Ma no che non sei polemica xD
      Vero però che ci si aspetta troppo, io dopo tutto il popò che ne avevano detto mi aspettavo veramente il nuovo Roth ò_ò
      Mah, essendo un mattonazzo del genere 19,50 sono anche comprensibili... io però non ce li spenderei, ecco.

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    2. Non sono i 19,50 che mi turbano. E' il fatto che ho l'impressione che siano 19,50 solo perché il clamore spinge a comprare. Niente di male, eh. Si spinge su quello.
      E, detto tra noi, considerando che per la maggior parte di chi lo compra sarà uno dei tre libri che compra in un anno, ci stanno 19,50. Eccome ;)
      Io invece passo, come Ilaria, qua sotto, aspetto l'usato o l'edizione economica.

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  5. Purtroppo gli ultimi bestseller estivi mi hanno delusa, quindi passo (o aspetto di comprarlo usato o in edizione economica).

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    1. Quali altri? A me ispira un sacco Lui è tornato, ma la lista è così luuunga T^T

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  6. Io l'ho letto gratis :-)
    Se posso, se è permesso, ti metto qui il link a quello che ne ho pensato, perché trascriverlo qui sarebbe troppo lungo:
    https://ilcircolobaldoni.wordpress.com/2013/07/18/tra-lincudine-e-il-martello/

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    1. Pure io ho letto gratis la copia della libraia xD
      Hai fatto benissimo a mettere il link, appena ho un po' di tempo ci faccio un passo :)

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  7. Ce l'ho a casa perché l'ha comprato madre, ma non so se lo leggerò - sicuramente darò una sbirciata alle prime pagine, però, perché sono curiosa v.v

    Anche "Lui è tornato" è in casa - questa volta grazie a padre, che l'ha letto, come l'ha letto mio fratello, ed è piaciuto molto a entrambi. Diciamo che ho sentito abbastanza pareri positivi (conta pure quello di Sonia!) da convincermi a leggerlo presto, prima o poi, quando avrò finito di leggere i libri universitari...

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  8. Letto in una giornata, ho finito ora ora. Avevo avuto una sola recensione di un mio amico che me l'ha passato sotto l'ombrellone.
    L'incipit è stato entusiasmante, mi aspettavo quindi un crescendo, ma così non è stato. Dicker geniale, ma a tratti inverosimile.
    Sono contento di averlo letto.

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  9. la verità...! Molti personaggi petulanti forse anche stereotipati
    (real yankees ?) ma la trama gialla è ok anche l'ambiente , la zona del nord America mi sembra descritta bene. Io l'ho avuto in prestito da un'amica sennò lo avrei comprato, tra l'altro le biblioteche pubbliche della mia zona non comprano più novità x mancanza fondi, aspettano che vengano regalati i libri dagli utenti!

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  10. Anche a me è sembrato che la storia d'amore si dilungasse troppo, ad un certo punto mi sono quasi annoiato; mi è piaciuta l'ambientazione nella provincia americana e anche la parte puramente "gialla", anche se forse le soluzioni finali sono un po' troppo costruite.

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    1. Mi sono annoiata davvero, legevo e pensavo-ma quando decolla sto libro?

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  11. Viviana

    A me non è piaciuto per niente! prolisso, ripetitivo.

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  12. concordo pienamente con il tuo giudizio. mi aveva incuriosito all'inizio ma poi l'ho trovato ripetitivo e pieno di dialoghi imbarazzanti per quanto scontati. 300/400 pagine di troppo per un libro che si candida ad essere un thriller cinematografico di successo. fortuna che l'ho acquistato ad un mercatino per 1€!! ;)

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  13. Non so se si possa definire "libro" una cosa come questa, cioè un miasmatico e mefitico coacervo di asinini luoghi comuni che non ha eguali nella storia della scrittura (non uso appositamente il termine "letteratura") mondiale degli ultimi 3.000 secoli. Un libro non si può offendere in questo modo.
    La storia è insulsa e banale, i dialoghi sembrano scritti da un mentecatto, la psicologia dei personaggi è da macchietta, la loro credibilità è inesistente, la storia d'amore (sic!) è improbabile e scema, la trama confusa e estenuante, la lunghezza eccessiva e fastidiosa.
    Non so: se questa roba qui è un giallo, allora per gente come Anders Roslund & Börge Hellström, Jo Nesbo, Don Winslow, Sandrone Dazieri, Massimo Carlotto... non basta neanche il Nobel.
    Una boiata del genere meritava solo il bidone del rusco: e lì è finito, assieme alle maledizioni contro un paio di recensori che ho definitivamente cancellato dall'elenco delle persone raziocinanti.

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    1. Concordo pienamente!!!

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  14. Io l'ho trovato indecente, sotto tutti i punti di vista: stile (piatto, grigio, sciatto), in primis, costruzione dell'intreccio e sviluppo delle psicologie di becero manicheismo (buoni/cattivi)....tanti stereotipi, luoghi comuni, rozzezza concettuale.
    I dialoghi, poi, sembrano scritti da un bimbo di quinta elementare. Libro arrogante nel suo voler essere metaletterario e autoreferenziale. L'autore ha un ego smisurato.... debordante.....se penso che mi ha sottratto tempo prezioso......si ritorna ai classici!!!!!
    Evitate questa volgare operazione editoriale..........

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    1. Mi pare la ri-edizione delle 50 sfumature... Abbandonati entrambi dopo le prime 200 pagine - non ho tempo da sprecare :)

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  15. Mah, da lettrice maniaca di gialli (quelli veri, vecchi e polverosi), hard boiled, noir, thriller cazziemazzi, ci sono rimasta malissimo. Questo libro da cui mi aspettavo tanto (tantissimo) ha la stessa tensione narrativa che ho io quando stiro un paio di mutande del mio fidanzato. Il profluvio di Tesoro mio è di una rara pallosità,le spiritosaggini telefoniche del tizio con la mamma sono rubate (ne sono convinta) alla peggiore Sophie Kinsella (che a differenza di 'sto qui non ha velleità di genio)... Qualcuno (ohmiodio) ha avuto il barbaro coraggio di paragonarlo a Philip Roth... che è come dire che quando io mi abbronzo sono come Naomi Campbell...

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  16. Presso una biblioteca lo devo recensire in pubblico e vorrei dire qualcosa di carino e originale ... help m

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  17. L'ho letto perché mi e' stato regalato e devo dire che mi ha soddisfatto al100%. Sicuramente non ti cambia la vita ma e' perfetto come passatempo.
    Classico libro/fumettone da leggere in vacanza senza troppe pretese ed elucubrazioni letterarie. Ideale per viaggi aerei oltre le dieci ore. Non stanca e hai sempre voglia di vedere cosa succederà nelle pagine a venire. Non si può mica sempre leggere Tolstoj.....Giudizio finale positivo.

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  18. Io non ho capito bene un aspetto, proprio all'ultima pagina. Ma alla fine fa pubblicare il libro sui gabbiani a nome di Luther e nn dice niente del furto di Harry? Alla fine Luther è stato uno dei personaggi più belli, meritava di ricevere i giusti onori

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  19. Letto quasi per caso(si può?) e con sospetto.Ma poi "il lato giallo"come dici,è accattivante e coinvolge .Lungaggini noiose ne ho trovate anch'io,però come è disegnata bene la provincia,con le sue storie da nascondere le piccole invidie,i bisbigli dietro siepi e cancelli,piccoli e grandi segreti,sempre uguale,ovunque.Colpi di scena..scenografici.E un finale,in parte scontato,ma anche incerto.piacevole ma non eccelso.

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  20. Da qualche parte ho letto "irritante". Irritante?...direi addirittura sconsolante! Se un libro così mal scritto, tanto presuntuoso da far precedere i capitoli da vomitevoli consigli sulla "scrittura", da terminare quello che a più ruiprese è definito "il grande capolavoro della letteratura di H.Q." con una lettera d'amore che nemmeno in terza media, da arrivare ad asserire che per uno scrittore le "parole" non sono importanti, che basta aprire un dizionario per trovare "parole"... E poi dimostrare che il messaggio sotteso in tutto questo è fondato, in quanto si realizza nell'assurda premiazione e incensazione del romanzo stesso... Ebbene, è proprio con questo romanzo che abbiamo toccato il fondo! L'ho vissuto come un vero e proprio funerale alla scrittura creativa (che perlomeno, vi prego, chiamiamo "scrittura" e mai "letteratura"!!!)

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  21. Io lo sto leggendo ed è un libro fantastico, molto scorrevole ho iniziato ieri e mi mancano le ultime pagine è un libro che ti prende.. E la storia tra Harry e Nola è a dir poco bellissima!

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  22. Direi pessimo sotto tutti i punti di vista...tempo sprecato, avrei dovuto abbandonarlo dopo le prime 60 pagine...che roba!

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