sabato 25 giugno 2016

Piccoli scorci di libri #58

Space Invaders di Nona Fernàndez – traduzione di Rocco D'Alessandro – Edicola Edizioni, 2015

La Edicola Edizioni è una realtà editoriale giovane e con un progetto curioso, che ho scoperto al Salone del Libro e di cui ho immediatamente apprezzato la grafica. Si ripromette di fare da ponte tra Italia e Cile, e non mi spiego perché ma ho come l'impressione che ultimamente i progetti editoriali più interessanti abbiano una distinta identità geografica.
Ma dunque, Space Invaders. Space Invaders che sembra dover parlare di alieni e invasioni, e invece il titolo riprende il ricordo di un pomeriggio passato a giocare e ne fa una metafora del Cile di Pinochet, al potere dal 1973 al 1990. Space Invaders racconta il Cile partendo dai ricordi, ricordi che sono i ricordi condivisi di una classe di bambini che cerca di riallacciare insieme quello che rimane di una vecchia compagna, Estrella Gonzales, che a un certo punto era sparita dalle loro vite per non farvi più ritorno, e la sua assenza è rimasta a tremolare in mezzo a loro come un fantasma.
Space Invaders sono ricordi che si riallacciano, stralci di vita, una pluralità di punti di vista che convergono su Gonzales. Le lettere che fin da bambina scriveva all'amica Maldonado, il rapporto con Zuniga di cui continueremo a non sapere granché. Il Cile che si stringe attorno a loro man mano che crescono. Un Cile che si sta ancora raccontando come sia possibile che sia accaduto tutto quello che è successo. Una classe di bambini con un banco vuoto, che crescono.

Tobiko di Maurizia Rubino – Bao, 2016

Questo è stato uno dei pochissimi acquisti che ho fatto al Salone del Libro, e uno dei rari acquisti di fumetti che ho fatto nel corso dell'anno. A convincermi sono stati i disegni, un po' perché sono belli da morire, un po' per i colori, un po' per la goffaggine con cui i due personaggi, Pop e Tobiko, interagiscono quando si incontrano per la prima volta. Il contesto è curioso, e difficilmente spiegabile. C'è stata una guerra che ha visto combattersi tutte le specie del mondo, e che ha lasciato in vita a contendersi la vittoria soltanto i corvi e gli orsi. Pop è un orsetto che segue Tobiko, una bambina adottata dai corvi, per aiutarla a raccogliere più piume possibili, in modo che possa costruirsi delle ali. E intanto le fazioni resistono e continuano a combattere, e Pop e Tobiko non sono soltanto Pop e Tobiko, sono anche parti di due fazioni in guerra, e sono anche armi, e sono anche una buffa coppietta innamorata.
Tobiko è una favola sulla guerra, curiosamente dolce, ancorché dolorosa. E una favola sui sentimenti, soprattutto una scena all'inizio, che racconta l'intensità e quanto fa male.
Accludo un pezzo degli Of Monsters and Men, Dirty Paws, che ogni volta mi fa ripensare a Tobiko. E intendo lamentarmi di come il mio prezioso volume sia rimasto malamente spiaccicato nello zaino, con la copertina ripiegata sul davanti. Il che non mi urterebbe poi così tanto, se non fosse che c'è un bellissimo disegno della Rubino. Dannazione.


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