giovedì 3 maggio 2018

Letture e Libertà #BlogNotesMaggio


Quando si parla del legame tra libri e libertà, il discorso tende a farsi immediatamente solenne. Nell'immediato ho pensato di parlare di Jane Eyre – originale, eh? – e subito dopo di legarla ad alcune eroine di Jane Austen, soprattutto a quella che mi è piaciuta di meno, Fanny Price di Mansfield Park.
Poi ho pensato a mio nonno, che per la libertà, un concetto che oggi possiamo rigirarci comodamente tra le mani, ha combattuto sul serio, mio nonno con la sua biblioteca infinita, con quella fame di libri che l'ha abbandonato solo negli ultimi anni di vita, – e questa cosa mi farà sempre un po' male.
Poi ieri ho iniziato a leggere Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard, nonostante avessi in lettura già altri quattro titoli – A noi vivi di Heinlein, La dimensione oscura di Nona Fernandez, l'antologia Ebrei contro zombie, Pulp di Bukowski. Tutti libri che mi attirano per un motivo o per l'altro, che ho iniziato con ingordigia, per pura golosità.
La libertà, nella lettura, è soprattutto questa. Nonostante il post su Jane Eyre e le eroine di Jane Austen fosse praticamente terminato, nonostante la profondità del termine libertà, declinabile in tutte le grandezze concepibili, ho deciso che avrei parlato di una libertà più semplice, personale, quasi frivola. La libertà è anche il diritto di mantenersi terra terra.
Credo che l'amore per la lettura si sviluppi davvero quando hai la possibilità di scegliere senza restrizioni cosa leggere, pescando nel meraviglioso e nell'orrido, senza lasciarsi influenzare da ciò che si dovrebbe leggere per essere considerati Veri Lettori, – come se la ricerca del best-seller fosse un'onta, e quel Fabio Volo/Sophie Kinsella fosse una macchia indelebile.
Ma libertà è anche deprecare in allegria, e pure senza mettersi a lanciare giudizi su quello che dovrebbe essere un Lettore, è bello ogni tanto immergersi consapevole nel cattivo gusto, lasciarsi cullare da trash e orridume, abbandonarsi all'imprevedibilità di mille cliché malamente gestiti.
Libertà è, come dicevo all'inizio, leggere più libri per volta, pur sapendo che sarà più dura terminarne la lettura, quindi chissà quando potrò parlarne qui sul blog. Libertà è anche scegliere di dedicare più tempo a una lettura per potersela godere, anche se quel libro magari l'ha mandato una casa editrice che ai suoi tempi un po' ci tiene, – ma l'esperienza di lettura è sacra, individuale, alle altrui esigenze si può pensare solo fino a un certo punto, altrimenti che divertimento è?
Ultimamente sono sempre impegnatissima, e il tempo per leggere si è fatto miserrimo; leggo dove e quando posso, durante i pasti – e via di macchie di caffè sulle pagine – e nella vasca, nelle sale d'attesa, per distrarmi tra un dovere e l'altro.
Il legame coi libri è personale, unico per ogni lettore. Una serie indefinibile e cangiante di “cosa come dove perché quando” che si attiva durante la scelta del prossimo libro, tutte le volte che si allunga la mano verso un nuovo titolo.
Un tempo gigioneggiavo, adolescente stolta e immatura, su ciò che si dovrebbe leggere, oggi trovo una certa bellezza nel permanere di scelte che non riesco a spiegarmi, nelle letture eminentemente facilone e magari pure brutte. È bello che ci siano, e che chi ha un determinato gusto possa trovare il suo libro.
Ed è bello che la lettura rimanga fondamentealmente una scelta. Liberi di fagocitare una biblioteca, o di darle fuoco lasciandola intonsa.
Buon maggio dei libri, gente.
Qui potete trovare la lista dei blog aderenti a BlogNotes, e vi consiglio caldamente di dare un'occhiata.

2 commenti:

  1. Non c'è un post in cui non sono d'accordo con te ultimamente...ma questo è davvero speciale! <3
    Dopotutto io leggo libri brutti per riprendermi dalle malattie...almeno d'ora in poi, quando mi guarderanno come una matta, posso citare il tuo post sulla libertà di leggere e perseguire scelte anche brutte rivendicando la propria libertà di lettore! Ciao bella!

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  2. Concordo perfettamente. Io sono sempre stata, fin da piccola, una lettrice onnivora. Spazio tranquillamente dal classico al moderno, seguendo l'impulso del momento, lasciandomi trascinare nella scelta perlopiù dall'ambientazione. La lettura deve essere così, necessariamente, senza essere imbrigliata per forza in estremismi intellettuali - o, dal lato opposto, dall'urgenza di cavalcare l'onda privilegiando a priori le ultime saghe in uscita.
    Ognuno legga ciò che sente più suo, purchè legga. Perchè la lettura, secondo me, qualunque lettura, sia che si tratti di Fabio Volo che si tratti invece di Jane Austen, ha sempre qualcosa da trasmetterci.

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