lunedì 26 agosto 2013

La filosofia di Pollyanna (e altro)

Buongiorno, o lieto popolo bloggheroso!
Agosto è proprio il mese dell'assenza, vero? Giusto da un paio di giorni inizio a vedere nuovi post dove non ne nascevano da settimane. L'estate sta volgendo al termine e io, se permettete, gongolo con ferocia, poiché odio il caldo in tutte le sue declinazioni.
Parlo spesso della libreria, no? E dello stage che lietamente vi sto portando avanti. Stamattina mi è venuta un'idea proprio carina per un laboratorio coi bambini, domani ne parlerò alla Somma Libraia... ad ogni modo, volevo ciacolare di un altro argomento che mi si è presentato varie volte innanzi da quando ho iniziato lo stage. Non parlerò quest'oggi della mia nuova nemesi – ma ne parlerò, diamine se ne parlerò – bensì di una tipologia di libri che ammetto di non aver mai capito.
I libri che non saprei come definire, quel qualcosa tra lo psicologico, la manualistica e lo spirituale che dovrebbero fungere come esche per trovare se stessi, per trovare la propria forza interiore, per agguantare i propri obiettivi. Sinceramente non li capisco. È un mio limite, immagino. Uno dei tanti. Eppure proprio non riesco a concepirne l'utilità. Voglio dire, se c'è tanta gente che li compra è evidente che a qualcosa servano, eppure non riescono a convincermi. Forse tendo un po' troppo all'autonomia per quanto riguarda le questioni di benessere emotivo, forza, presa di decisione e quant'altro. Magari il mio 'credi in te stessa' rischia di escludere qualsiasi altro fattore, chissà.
Comunque sia, per me i libri dell'allegria e del buonumore sono altri. E non credo che mi abbiano influenzata o aiutata meno di quelli scritti appositamente a tale scopo. Non che ci sia da vantarsene particolarmente, ma io è dalle elementari che seguo la gioiosa filosofia di Pollyanna. Del 'vedi quel che c'è e facci quel che puoi'. Del 'se qualcosa va male, sii lieto che non sia andato male qualcos'altro'. Tipo le leggi di Murphy al contrario.
Ce ne sono altri, di libri che sento come 'guide', di cui riesco a trovare qualche traccia sparsa per il mio cervello quando qualcosa va male e devo cercare una soluzione, come fossero manuali per vivere nel modo che ritengo giusto. Sento che nel tempo mi hanno forgiata come fossi una spada.
Strega come me di Giusi Quarenghi. Con l'amicizia tra Guia Esperia e Dorotea e la loro decisione nell'opporsi contro quanto non ritengono giusto né sano.
La figlia della Luna di Margareth Mahy. Con quel simbolismo riuscitissimo sulla crescita di Laura, sul suo diventare quasi-adulta, prendendosi carico della vita del fratellino. Quel salto coraggioso e quasi magico da un lato all'altro della vita...
Vevi di Erica Lillegg. Con quella sua ostinazione nell'infanzia e nella magia, la scelta di vedere il mondo allegro e colorato nonostante tutto, quell'ostinato tentare di migliorarlo quando qualcosa non va. Quel tenace credere che si possa fare.
Stargirl di Jerry Spinelli. Che lettura amara che è stata. Una fedeltà ferrea in se stessi, un offrirsi tenace e disperato al mondo per come si è, nonostante il mondo reagisca nel peggiore dei modi. Cannella, sassolini, balli strani. Un personaggio da mondo fatato immerso nel mondo reale, grigio e pieno di brutture.
Non me ne vengono in mente altri, per adesso. Non così potenti, almeno. Immagino che ogni libro lasci almeno una piccola traccia in chi l'ha letto, ma questi mi hanno scavato dentro veri e propri sentieri.
E voi? Che pensate dei manuali di auto-aiuto o come diamine si chiamano? E che libri sentite di avere preso come esempio/guida/filosofia?
Frattanto, mi sento di ribadire, Pollyanna docet.

18 commenti:

  1. Non ho mai letto manuali di auto aiuto.

    Sarei disposto a leggere solo un manuale che avesse come titolo:

    "Come fare a meno dei manuali di auto-aiuto"

    libro che andrebbe letto e, un secondo dopo averne terminata la lettura, bruciato :-)

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    1. Un libro-paradosso di questo genere rischierebbe di far collassare l'universo ò_ò

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  2. Anch'io ho un rifiuto totale per i manuale spirituali, l'auto-aiuto&co: non penso che si possa istruire una persona ad essere positiva, a coltivare atteggiamenti di un certo tipo. Sono invece, come te, del parere che possano esserci delle attività che stimolino la positività, l'iniziativa, l'incoraggiamento, e possono essere libri, film, una passeggiata con gli amici, un viaggio... la teoria sull'auto-aiuto, come spesso la teoria in generale, non conta niente se non ci si circonda di apporti reali. I libri a me ne hanno sempre dati tanti, tanti consigli su come affrontare le piccole sfide della vita. Non saprei individuare un libro in generale: Il mondo di Sofia mi ha insegnato la curiosità, Ascolta il mio cuore il valore della fantasia e dell'amicizia, ma probabilmente ho assorbito dai libri che sto dimenticando di citare molto più di quanto riesca ad immaginare! :)

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    1. Di Ascolta il mio cuore ne ho parlato giusto stamattina con l'altra libraia *w* Meravigliosa Pitzorno...
      Non so, in realtà non ho ben chiaro come funzioni quel tipo di libri... voglio dire, perché se ne sente il bisogno per conoscersi o sapere quello che si vuole o come ottenerlo? Non è che ci siano tante scelte, fai quello che ami e fallo bene ò_ò Almeno credo. No?

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  3. Credo che dipenda molto dal carattere della persona, c'è chi li legge e li trova efficaci proprio perché certe cose ha bisogno di leggere per poterle, forse, capire. Io personalmente sono totalmente contraria... ne ho letto credo uno, una volta, giusto per sapere di cosa si stesse parlando, e l'ho trovato di una banalità incredibile.
    Per me sono molto più efficaci i romanzi, che credo che mi abbiano insegnato tantissimo. E poi, personalmente, devo molto ai Peanuts per il mio modo di affrontare la vita :)

    Uh, te l'ho già detto vero che odio il libro di Pollyanna con tutta me stessa? :D

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    1. Uhm, forse sì ò_ò
      Io non è che sono contraria, è che proprio non ne capisco il funzionamento xD
      Sai che avevo pensato anche ai Peanuts (e conseguentemente a te)?
      (Sì, me l'avevi detto, ma l'avevo rimosso per non dover affrontare una simile realtà ;__;)

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  4. Concordo in pieno sull'inutilità di questi volumi, e il loro successo o esistenza, testimonia di una società senza certezze, senza padri e madri ... chi non ha una visione, cerca sostengo, e non credo siano lettori forti. I lettori forti non ne hanno bisogno... be', tutti i i libri di Tiziano Terzani mi hanno isegnato molto sulla vita, la loro lettura la consiglio caldamente.

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    1. Uhm, di Terzani non ho mai letto nulla ò_ò
      Vero, forse si cerca più il sostegno che l'insegnamento vero e proprio... però mi chiedo perché vada cercato proprio in un libro apposito e non, come dire, in se stessi. O almeno in realtà al di fuori del libro. Alla fine per stare bene con se stessi non è che ci siano tante alternative, dopotutto. O cambi tu o cambi quello che hai intorno, sennò ciccia ò_ò

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  5. roba che proprio non mi interessa i manuali spirituali di sorta. ci sono un sacco di romanzi che mi hanno dato tanto, ma dovrei entrare in una complessa condizione mentale per riportarne i titoli alla mente.
    intanto mi segno i titoli che hai scritto tu! ^_^/

    (pardon, ad agosto oltre a non scrivere post si va veloci anche con i commenti XD tornerò poi con più calma e coscienza XD)

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    1. <3
      Oh, mi ricorderesti con quale libro dovrei approcciarmi alla Kinsella?
      (E' agosto, dopotutto xD)

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    2. ovviamente con "i love shopping", è il primo della serie e io l'adoro!!! <3 (kinselleggia anche a gennaio che fa sempre bene! XD)

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    3. ovviamente con "i love shopping", è il primo della serie e io l'adoro!!! <3 (kinselleggia anche a gennaio che fa sempre bene! XD)

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  6. Pollyanna docet semper. I libri di auto aiuto no. :-)

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  7. Oh che bel post, mi piace assai.
    e pure Pollyanna. Eppure mi capita sempre che chiunque la senta nominare venga colto da moto di irritazione nei suoi confronti. Eppure io trovavo d'ispirazione la sua "filosofia" di vita, anche da piccola.
    E lo stesso posso dire della signora March, la mamma delle quattro piccole donne. Le sue parole spesso mi hanno consigliato, confortata, aperto una strada.
    Ma oltre a questi ci sono poi romanzi con cui mi autoaiuto semplicemente perché mi fanno star bene (leggere e rileggere Agnes Browne, ad esempio, ma non solo).
    Abbracci!

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  8. Ti riferisci ai libri tipo quelli di Raffaele Morelli? Boh, magari possono servire, onestamente però hon ho mai sentito la necessità di leggerne uno.

    P.s.: la Kinsella ha scritto anche vari libri firmati Madeleine Wickham (il suo vero nome), a me erano piaciuti 'Ti ricordi di me?', 'La signora dei funerali' e 'Cocktails for Three' (non ricordo il titolo italiano).

    Ilaria

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  9. Cara Leggivendola,

    quanto mi piace questo post!
    E quanto condivido la tua opinione!

    Non ho mai letto libri di auto-aiuto, ma immagino che le persone che li leggono sentano la necessità di uscire da una fase di stallo nella propria vita e abbiano bisogno di un supporto per uscirne. Oppure semplicemente per curiosità, per imparare a conoscersi e migliorarsi. Quindi non le condanno.

    Condanno, al contrario, chi, mosso dal guadagno, scrive tali testi. Chi non ha a cuore la salute mentale delle persone che hanno bisogno di aiuto, ma vede soltanto un gregge di mansueti pronti a sborsare denaro. Ecco, questo proprio non mi piace.

    Quanto ai libri che mi hanno segnata, beh, mi pare di averlo citato in diverse occasioni e lo ripeto nuovamente: "Piccole donne". Sicuramente ce ne sono altri che meritano di essere citati e dai quali ho assorbito qualcosa che ora mi sfuggono. Ecco, uno di questi, più recente e di altro genere è "Il Grande Boh!".

    Ora come ora, un manuale che leggerei volentieri è "Giardino, orto e bricolage" (titolo inventato, eh) perché mi sto occupando di queste cosucce e inizio a prendermi qualche soddisfazione. ^_^
    Se hai qualche consiglio in materia sono tutt'... occhi! ;)

    Buona domenica!

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  10. Leggo solo ora questo interessante articolo ed i successivi commenti.
    Concordo pienamente con l'elevato valore edificante ed istruttivo della filosofia di Pollyanna. I libri della Porter mi hanno aiutato a capire perché ci sono delle persone felici ma anche tante persone sempre insoddisfatte. "La felicità non è riuscire a possedere ciò che si desidera, ma riuscire a desiderare ciò che si possiede" .E' stata una delle letture per me più istruttive e formative.
    Non sono però d'accordo con la maggioranza delle opinioni qui espresse sui libri di auto-aiuto. In mezzo alla marea di ciarpame inutile, ci sono alcuni volumi veramente interessanti ed utili. Naturalmente dipende dal momento personale in cui si leggono; come ogni avvenimento della vita, deve capitare al momento giusto per poter essere utile. Per me, ad esempio, è stato estremamente utile tantissimi anni fa un libro che consiglio spassionatamente: Dale Carnagie - Come trattare gli altri e farseli amici. Al di là del titolo infelice, (le traduzioni italiane sono sempre pressapochistiche) a me ha veramente cambiato l'atteggiamento verso gli altri. Da quando l'ho letto ho cambiato il mio modo di interpretare i comportamenti delle persone, non solo nei rapporti interpersonali professionali ma anche privati.
    Tanta serenità!
    Giorgio

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