domenica 8 gennaio 2017

Piccole donne di Louisa May Alcott

Non avevo mai letto Piccole donne, anche se ero convinta di averlo fatto. Quando ero piccola avevamo in soffitta una versione ridotta per l'infanzia, di quelle alte e corredate da illustrazioni colorate e didascalie in corsivo. Ecco, io avevo letto quella che sarò stata più o meno alle elementari, e fino a qualche tempo fa pensavo fosse l'originale. Mi era piaciuto, certo, ai tempi; niente a che vedere con l'assoluta sbregola che mi sta prendendo adesso per le vicissitudini delle sorelle March.
Uno dei motivi che mi allontana dal blog è il fatto che ho cominciato servizio civile in biblioteca; il che è una cosa ottima, un po' dal punto di vista economico e un po' perché l'ambiente mi piace, mi trovo bene coi colleghi e, diamine, LIBRI OVUNQUE. Pensavo però che sarei stata ben più capace nella gestione del mio tempo, invece organizzativamente sono rimasta una capra confusa. Imparerò.
Ma dicevo, ero in biblioteca e non sapevo che fare. Ero riuscita a farmi destinare a una delle sale consultazione in cui è richiesto quasi unicamente di dare un'occhiata agli utenti in modo che non facciano casino. Ecco, avevo dimenticato a casa il libro che stavo leggendo, avevo una voglia matta di leggere Persuasione di zia Jane ma sullo scaffale non c'era. E poi bum, tutti i quattro volumi di Piccole donne in una raccolta Einaudi tradotta da Daniela Daniele, edizione del 2006.
Il primo libro l'ho terminato il secondo giorno, ora sono più o meno a metà del secondo, Piccole donne crescono. E che dire? Lo adoro. Adoro le sorelle March, la narrazione, sorrido degli intenti educativi di Louisa May Alcott, palesi e tuttavia per nulla fastidiosi. Almeno per me, ecco.
Le sorelle, le sorelle. I loro litigi, il loro modo di volersi bene e di starsi accanto. Il povero Laurie – o Teddy – detto anche L'Incompreso. Capisco l'unanime adorazione nei confronti di Jo, tremo al pensiero della disgrazia che si abbatterà sulla famiglia tra qualche decina di pagine, non mancano affetto e simpatia pure per Meg e Amy, certamente frivole ma per nulla vuote.
Ecco, una cosa che apprezzo molto è la comprensione dell'autrice – mi verrebbe da definirla “indulgenza”, ma a ben vedere noto una certa severità – per le due ragazze, piene di difetti, un po' superficiali e attaccate al denaro. Non c'è disprezzo negli occhi della Alcott, non le pretende perfette. Non possiamo essere tutte Jo e Beth; si può essere pure Amy e Meg e fare del proprio meglio con quello che si ha.
Capisco che questo post non è che un'accozzaglia raffazzonata e confusa di considerazioni troppo vaghe; d'altronde che si può dire di Piccole donne? Che mi devo mettere a parlare della trama? Una famiglia spiantata, quattro sorelle, un padre al fronte e una madre stanca che fa del suo meglio. Un elogio alla gentilezza. Alla gentilezza sempre e comunque.
Piccole donne in questo è un po' Pollyanna, e qui ho già chiacchierato di quello che penso al riguardo. Stiamo parlando di letture per bambine, che in teoria vorrebbero porre basi per una crescita il più possibile sana. Non sono una persona particolarmente attenta al lato educativo, non propugno morali né etiche particolari, anzi. Però che si dia un valore così alto alla semplice gentilezza, che tende ad essere così barbaramente bistrattata manco fosse l'ultima delle qualità... ecco, sono cose che a me fanno piacere. Mi riscaldano un po', ecco.

(e adesso chiediamoci, per quanto tempo sparirò ancora? :P)

22 commenti:

  1. Ho sempre immaginato il servizio civile in biblioteca come qualcosa di meraviglioso, forse soprattutto per l'idea che ho di quei luoghi: così immensamente pieni di libri.
    Ahimè non ho mai letto Piccole Donne e pare, decisamente, io debba recuperare

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    1. A sentire gli altri volontari, dipende molto dalla biblioteca. Io mi trovo benissimo, anche se è la centrale della città e c'è un sacco da fare. Non è che ci sia tantissimo tempo per leggere di solito, anzi .__.
      Diamine, Piccole donne <3

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  2. Ciao, anch'io sto facendo il servizio civile in biblioteca e tra questa attività, quella di blogger, di autrice self e di lettrice praticamente non vedo libri solo quando dormo ;-) Piccole donne l'ho letto quando ero piccola, ma da poco mi sono accorta dell'esistenza di un quarto volume che mi manca! Anche a me è piaciuto molto :-)

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    1. Il tempo, diamine, il tempo per leggere ;__;

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  3. Concordo sull'elogio alla gentilezza. Credo sia una qualità che andrebbe sempre incoraggiata.
    "Piccole donne" l'ho letto un millennio fa, ne ho un ricordo piacevole ma piuttosto tiepido. Magari a prenderlo in mano oggi avrei un'opinione diversa, chissà.

    Sono felice che il servizio civile stia andando bene e non ti preoccupare, pure io col lavoro sono diventata una capra confusa per l'organizzazione degli orari :'D

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    1. Mi pare - e dico "mi pare" proprio perché si tratta soltanto di un'impressione - che ultimamente si tenda a valorizzare un sacco di altre qualità che portate all'eccesso smentiscono la gentilezza. Per dire, mi vengono in mene Katniss di Hunger Games e *Tizia* di Shadow Hunters, possono piacere ma hanno dei caratteri terribili.

      Io ti consiglio assolutamente di rileggerlo, a me sta piacendo veramente tantissimo.

      (io devo imparare a organizzarmi, diamine T_T)

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  4. Piccole donne è il mio libro dell'infanzia per eccellenza, l'ho letto talmente tante volte che ricordo alcuni dialoghi a memoria nonostante ormai siano parecchi anni che non lo riprendo. Ho persino "creat" un Tag dedicato ai suoi personaggi e sono sempre felice di leggere un commento positivo su questi libri.

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  5. Il discorso sulla gentilezza è interessante.
    Non vedendolo mai citato da nessuno, se non nelle bibliografie di letteratura americana, avevo sempre considerato Piccole Donne un testo un po' insapore dall'America puritana di metà '800, quel genere di libro invecchiato male.

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    1. Onestamente lo vedevo pure io così xD
      Poi me lo sono trovato davanti al momento giusto, ecco. Consiglio consiglio consiglio.

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  6. Beh Piccole donne è un gran libro per me, nonostante tutto quel che hai ravvisato anche tu non credo si possa restare indifferenti alla rappresentazione di quella famiglia e degli affetti. Sì, ci sono parti moralisticheggianti, ma diamine... per l'epoca (1868) presentare delle ragazze così "libere" non era cosa da poco! E come non amare Jo? ^^

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    1. Oddio, c'è da dire che il lato ribelle di Jo viene pure ammansito dall'autrice e viene visto come un miglioramento il suo abbandono di abitudini da maschiaccio. Trovo che la visione della Alcott su Jo sia un po' combattuta.
      Però diamine, Jo <3

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  7. Ciao! Ti capisco benissimo, anche io ho iniziato un nuovo lavoro dal 1 dicembre e tra quello, l'hobby della danza, il blog ed il fatto che sono andata a vivere da sola...ci sono parecchie cose da fare! Piccole Donne è il mio romanzo preferito in assoluto, lo adoro. Bellissimo anche il film del '49 :-)

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    1. Come si fa a tenere dietro a tutto? Io ho sonno T^T
      (mi sa che a lettura terminata mi fagocito i film)

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  8. Ciao! Io adoro "Piccole Donne", è uno dei miei libri d'infanzia preferiti, ma ho letto solo i primi due volumi.In tutto sono quattro romanzi, giusto? Dovrò recuperarli... Comunque ti consiglio di vedere il film del '94, con un cast da sogno (e preparati i fazzoletti, mi raccomando!):)
    Silvia

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  9. L'ho letto quest'anno per Natale e mi è piaciuto molto..nonostante ci siano molte cose in "Piccole donne" che non lo collocherebbero fra le mie letture tipo, di fatto l'ho apprezzato tantissimo! :)

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  10. Nell'anno appena passato ho letto "Piccole donne" e "Piccole donne crescono" e li ho divorati! Ho pianto, ho riso, ho preso lezioni dalle sorella March e ho amato Jo. Inorridisco quando mi dicono che sono libri per "bambine", sono libri per tutti e per sempre.

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  11. Mi è piaciuto questo post! Meglio di una recensione, mi hai fatto venir voglia di scoprire questa gentilezza, io che non mi reputo affatto gentile anche se so esserlo quando devo e pure bene xD

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  12. So di essere spesso una voce fuori dal coro (la voce che prende tutte le stecche, sicuro), ma devo ammettere che "Piccolo donne" non mi è piaciuto affatto.
    Un po' sarà stata colpa dell'edizione che mi è capitata, che era piena di refusi e quindi è stata proprio difficile da leggere, un po' questione di gusti immagino. Mi aspettavo di trovare un romanzo, invece la storia è un susseguirsi delle avventure delle sorelle March, senza alcuna concatenazione di eventi. Capisco che sia un romanzo d'altri tempi e che, all'epoca, la narrativa seguiva 'mode' e regole diverse.
    Il tuo post però mi ha fatto pensare all'atmosfera lieta che, comunque, il libro è capace di farti vivere, e quella sì che la ricordo con piacere.
    A proposito, ammetto di essere un po' invidiosa del tuo lavoro in biblioteca...

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  13. Cara Leggivendola,
    dopo anni dalla chiusura di Cipria e Merletti torno con un nuovo blog, in parte simile nell'intento ma completamente rinnovato.
    Spero verrai a dare un'occhiata nelle prossime settimane!
    Irene del blog "Leafing Life"

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  14. Personalmente, io sono cresciuta a pane e Piccole Donne. E per cresciuta, intendo che ancora oggi (38 anni da compiere ed un figlio maschio che mai e poi mai condividerà questo amore viscerale per la Alcott) se mi capita di incrociare in televisione la versione cinematografica superclassicissima (quella con Liz Taylor, per intenderci), metto a bollire immediatamente l'acqua per il tè, e mi fermo incantata a guardarlo.
    I libri, manco a dirlo, li ho letti tutti, anche se il mio preferito è in assoluto il primo, letto e riletto in più occasioni.
    E sai qual è la cosa bella? ogni volta, anno dopo anno, mi immedesimavo in una delle quattro sorelle. Maturando, cambiavo. Per intenderci, partita come Beth (timidissima, silenziosa, spaventata dal mondo) sono oggi un'assoluta adoratrice di Jo. ^_^
    Rileggerlo ora sarebbe interessante, chissà che non lo faccia, se mi ricapita tra le mani...
    grazie di cuore per aver proposto questo titolo!!!

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  15. Io ho letto tutti i quattro libri ( Piccole Donne, Piccole Donne crescono, Piccoli Uomini e i Ragazzi di Jo) e li amo. Il mio preferito è il secondo.. Sarà per gli intrecci amorosi o per le difficoltà affrontate..
    Comunque, questi libri cono stupendi, fungono quasi da manuale per aiutare le persone ad affrontare la vita con coraggio e determinazione. Inizialmente volevo essere come Amy, negli anni però ho dedicato maggiore attenzione a Jo. Attualmente mi piacerebbe essere come entrambe, so che sono gli antipodi e che la mia affermazione risulta una vera e propria contraddizione, eppure, sono proprio come modelli di vita: determinazione, coraggio, impegno, generosità e gentilezza; tutti i punti cardine di questa meravigliosa "saga" familiare,super appassionante, che, nonostante gli anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, emozionano intere generazioni.
    P.S.= Bel post e bel blog, Complimenti!

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